MENO DI UN MESE AL PERIELIO

Philae gioca a nascondino con Rosetta

Il lander non comunica con la sonda dell'ESA (e quindi con la Terra) dal 9 luglio scorso, quando ha inviato l'ultima telemetria. Secondo gli ingegneri del DLR (il centro di controllo in Germania), Philae potrebbe essersi spostato e le antenne potrebbero essere nascoste. In ogni caso per l'orbiter adesso è quasi impossibile stabilire un contatto a causa della grande quantità di polvere cometaria che viene sprigionata con l'avvicinamento al Sole

Philae sulla cometa.  Credit: ESA/Rosetta/Philae/CIVA

Philae sulla cometa. Credit: ESA/Rosetta/Philae/CIVA

Rosetta e Philae vengono costantemente monitorati dai tecnici dell’ESA in vista del massimo avvicinamento al Sole (perielio) che si verificherà il prossimo 13 agosto, quando la cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko (insieme alla sonda e al lander) si troveranno a “soli” 186 milioni di chilometri dalla nostra stella madre.

Nelle ultime settimane la sonda (lanciata in orbita nel 2004) ha volato sopra la superficie della cometa a una distanza di 180/153 chilometri (fino a 54 gradi di latitudine) cercando la posizione più adatta per comunicare con Philae. Le operazioni non sono facili, perché l’attività attorno la cometa si fa sempre più “frenetica” e Rosetta rischia di perdere l’orientamento stellare (alcune particelle di polvere della chioma vengono confuse con le stelle). Cosa sta succedendo? Il calore proveniente dal Sole aumenta di chilometro in chilometro e la crescente quantità di polvere rende sempre più difficile per la sonda comunicare con il lander. Per questo Rosetta – al momento del perielio – dovrà allontanarsi da Chury (diciamo a una distanza di sicurezza) per poi potersi riavvicinare solo nei giorni successivi. Il dato positivo è che dopo il perielio le comunicazioni tra Rosetta e la Terra saranno molto più rapide: ci vorranno soli 14 minuti e 44 secondi.

PHILAE SEI ANCORA LÌ? – È dal 9 luglio alle ore 19:45 che non ci sono contatti con il lander. A inizio luglio Philae ha comunicato con il team del Lander Control Center (LCC) presso il Centro Aerospaziale tedesco (DLR) per poi tornare in silent mode. «Abbiamo inviato un comando per accendere il Rosetta Lander Magnetometer and Plasma Monitor (ROMAP), ma non abbiamo avuto una risposta», ha spiegato Stephan Ulamec, a capo di Philae presso il DLR. Gli ingegneri stanno attualmente testando vari comandi con cui vogliono ottimizzare l’attività di Philae. I dati inviati da Philae sono ancora al vaglio dei tecnici, inclusi quelli sulla luce solare che raggiunge i diversi pannelli solari del lander. «La quantità è cambiata da giugno a luglio e questo non sembra trovare spiegazioni con il corso delle stagioni sulla cometa», ha aggiunto Ulamec. «Nella telemetria abbiamo osservato che Philae si sarebbe spostato e che le sue antenne sarebbero nascoste o il loro orientamento potrebbe essere cambiato».

La cometa 67P/C-G fotografata lo scorso 7 luglio. Crediti: ESA/Rosetta/NAVCAM – CC BY-SA IGO 3.0

La cometa 67P/C-G fotografata lo scorso 7 luglio. Crediti: ESA/Rosetta/NAVCAM – CC BY-SA IGO 3.0

Lo condizioni attuali di Philae rimangono incerte, ma nel frattempo il team vuole cercare di attivare un blocco di comandi che sono ancora memorizzati nel computer di Philae e che sono stati già eseguiti con successo dopo il sorvolo (non programmato) della superficie lo scorso 12 novembre. Gli esperti vogliono rimettere in funzione gli strumenti MUPUSR, ROMAP, SESAME, PTOLEMY e COSAC. Se tutto dovesse funzionare, Philae inizierebbe di nuovo a fare ricerche scientifiche sulla cometa e ristabilirebbe il contatto con Rosetta inviando quindi nuovi dati a Terra.  «Philae ovviamente è ancora operativo, perché continua a mandarci dati, anche se lo fa a intervalli irregolari. Spesso abbiamo temuto che il lander si fosse spento, ma ogni volta ci ha smentiti», ha detto ancora Ulamec.

I PROSSIMI “PASSI” DI ROSETTA – La sonda dell’ESA rimarrà sull’orbita attuale (170-190 km di distanza) fino al 24 luglio, quando invece si dirigerà verso l’emisfero sud che è adesso quello più illuminato dal Sole. Verso la fine di questa settimana Rosetta  inizierà ad alternare i tentativi di comunicare con il lander alle sue analisi scientifiche della cometa (soprattutto delle latitudini meridionali). «Anche se la priorità scientifica passa all’orbiter, Rosetta continuerà a tentare – fino a dopo il perielio – di comunicare con Philae», ha aggiunto Patrick Martin, manager della missione Rosetta. «Studiare queste regioni è una parte importante dei nostri obiettivi scientifici a lungo termine fino ed oltre il perielio del mese prossimo, quando la cometa l’attività sarà al massimo», ha commentato Nicolas Altobelli, project scientist di Rosetta (momentaneamente al posto di Matt Taylor).

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