OLTRE IL LIMITE DELL'IGNOTO

Le scoperte che hanno cambiato la scienza

L'atomo, il Big Bang, il DNA, la selezione naturale e molto altro. Attraverso undici nuove prospettive, Michael Brooks ci porta - capitolo dopo capitolo - verso le frontiere estreme di ciò che noi chiamiamo mondo, di ciò che noi chiamiamo universo

downloadSiete curiosi di sapere quali sono le scoperte che hanno scoperto la scienza (almeno finora)? E come state accolte dalla comunità scientifica? Michael Brooks, giornalista e divulgatore, ci accompagna in questo viaggio affascinante con il suo libro “Oltre il limite, 11 scoperte che hanno rivoluzionato la scienza”, in Italia pubblicato da Codice Edizioni in collaborazione con “Le Scienze” (pp 241, euro 17,90). Tra i suoi libri più famosi ricordiamo anche “Tredici cose che non hanno senso”.

L’atomo, il Big Bang, il DNA, la selezione naturale. Queste e molte altre sono le idee che hanno rivoluzionato la scienza, ma che in un primo momento sono state guardate con diffidenza (per usare un eufemismo) dal mondo accademico e dalla comunità scientifica. Attraverso undici nuove prospettive, Brooks ci porta – capitolo dopo capitolo – verso le frontiere estreme di ciò che noi chiamiamo mondo, di ciò che noi chiamiamo universo.

Scritto con il tono accattivante tipico di un conduttore radiotelevisivo quale è Brooks e con la competenza dell’ottimo divulgatore, il libro vuole rendere giustizia alle undici scoperte radicali ma incomprese senza le quali – forse – il presente sarebbe diverso e il futuro ancora più incerto. Forse la frase che meglio riassume il lavoro di Brooks è “il senso comune non è una guida utile alla realtà”. Le domande sono ancora tante, molte rimarranno senza risposta, ma proprio per questo vale la pena tentare.

E allora Brooks racconta come l’uomo sia arrivato agli studi sulla coscienza definendo diversi modelli anche sul funzionamento del nostro cervello, oppure quanto sia fondamentale per l’uomo il rapporto sociale che viene a crearsi (senza un apparente motivo) con altri simili ma in realtà sconosciuti. E ancora il dilemma filosofico delle combinazioni di tessuto umano con quello animale definito da Brooks “chimera” o la sorprendente constatazione che il tempo come noi lo viviamo possa essere in realtà un’illusione.3698210

Il giornalista – che collabora con “New Scientist” e “Guardian” – non si limita alle questioni filosofiche, ma cerca di spiegare qual è il nostro ruolo all’interno dell’universo, quello che lui chiama “l’enorme computer”. Il concetto, di per sé, è difficile da spiegare oltre che da capire e anche la teoria del Big Bang (per quanto ormai acclarata tra gli accademici) potrebbe non bastare per rispondere alle nostre domande. Secondo Brooks, uno dei modelli cardine per spiegare come l’universo sia divenuto quello che è oggi, è la teoria della cosmologia inflazionaria, per cui il fisico Alan Guth ha vinto il Fundamental Physics Prize (diciamo il cugino del Premio Nobel per la Scienza). Molti – anzi, meglio dire fin troppi – fisici hanno sostenuto nel corso degli anni che questa teoria crei più problemi di quanti ne risolva, scrive Brooks nel capitolo “L’universo si complica”. E ciò non deve stupirci, visto che anche “il bosone di Higgs, colonna portante della visione standard della fisica – si legge in un passo del libro – sta creando qualche difficoltà”.

Il viaggio nell’ignoto è insidioso e difficile è trovare l’uscita. Non sempre le grandi intuizioni degli scienziati o dei pensatori (che Brooks definisce “romantici”) portano a delle scoperte, e anche quando lo fanno a volte la natura umana è restia ad accettare i cambiamenti, per questo li rigetta per mantenere lo status quo. “Le idee audaci sono pedoni mossi in avanti su una scacchiera. Possono essere eliminate, ma possono anche dare inizio a un gioco vincente”. Questa la citazione di Goethe con cui Michael Brooks sceglie di aprire il libro svelandoci così – dalla prima pagina – il senso profondo. E conclude il libro scrivendo: “Ma c’è spazio per tutti: l’avventura è appena cominciata”.

Buona lettura!

Per saperne di più:

Visita il sito personale di Michael Brooks