AL TERZO TENTATIVO

ISS: arrivano i rifornimenti con la Progress

Il 28 aprile un altro cargo Progress era andato perduto, mentre un altro difetto al vettore (questa volta il razzo Falcon 9) ha causato di recente la perdita della navetta Dragon. L'equipaggio ha tirato un sospiro di sollievo commentando: «è come essere a Natale nel mese di luglio»

La navetta cargo Progress 60 a pochi minuti dall'aggancio con la ISS. Crediti: NASA TV

La navetta cargo Progress 60 a pochi minuti dall’aggancio con la ISS. Crediti: NASA TV

Non uno, non due, ma tre sono stati i tentativi necessari per inviare sulla Stazione spaziale internazionale rifornimenti sia di cibo che di attrezzature. Ieri mattina alle 9:11 (ora italiana), la navetta cargo russa Progress M-28M (Progress 60) è stata (finalmente!) agganciata alla ISS – precisamente al sistema di attracco Pirs del modulo di servizio Zvezda – riuscendo a consegnare il tanto atteso e di vitale importanza carico di quasi 3 tonnellate tra cibo, carburante, materiali per esperimenti e pezzi di ricambio ai tre astronauti rimasti a bordo, l’americano Scott Kelly, i russi Gennady Padalka e Mikhail Kornienko (Samantha Cristoforetti è tornata a terra da quasi un mese). L’equipaggio ha tirato un sospiro di sollievo commentando: «è come essere a Natale nel mese di luglio». Dal lancio (avvenuto il 3 luglio scorso dal cosmodromo di Baikonur in Kazakistan) al docking, tutto è andato “liscio come l’olio”, come si suol dire, ma i tecnici della NASA e della ROSCOSMOS dovranno sicuramente indagare su cosa è andato storto nelle precedenti due missioni, oltre che in altri test effettuati nei mesi scorsi. I vari incidenti non hanno rappresentato un problema immediato per l’equipaggio, perché avevano a disposizione cibo e rifornimenti per circa quattro mesi.

LANCI FALLITI – Il 28 aprile un altro cargo Progress era andato perduto a causa di un problema al lanciatore, mentre un altro difetto al vettore (questa volta il razzo Falcon 9) ha causato di recente la perdita della navetta Dragon, gestita dalla NASA. Ma andiamo con ordine. La navicella russa Progress M-27M (o Progress 59P) doveva portare oltre due tonnellate di rifornimenti alla ISS proprio quando Samantha era ancora a bordo. Per i problemi causati dalla Progress la fine della missione Futura è stata rimandata di un mese, permettendo il rientro sulla Terra dell’astronauta italiana solo l’11 giugno scorso. Lanciata martedì 28 aprile dal cosmodromo di Baikonur, Progress avrebbe dovuto raggiungere la Stazione spaziale nell’arco di sei ore, ma in nove minuti tutto è cambiato: la navicella ha cominciato a ruotare incontrollata su se stessa fino ad arrivare nell’atmosfera terrestre e a schiantarsi, una settimana dopo, nell’Oceano Pacifico.

Il razzo Falcon 9. Crediti: Ken Kremer/kenkremer.com

Il razzo Falcon 9. Crediti: Ken Kremer/kenkremer.com

Due mesi dopo, la NASA ha deciso di tentare con una nuova missione senza equipaggio di rifornimento, lanciando lo scorso 28 giugno la navetta Dragon CRS-7 con il razzo Falcon 9 entrambi costruiti e gestiti dalla Space X (compagnia privata che sviluppa un sistema di razzi riutilizzabili che tornino a terra con un atterraggio controllato, pochi minuti dopo il decollo per risparmiare notevolmente sui costi). Un malfunzionamento al vettore (lanciato dalla base di Cape Canaveral) ha portato alla perdita della navetta e delle quasi 3 tonnellate di rifornimenti: pochi minuti dopo la partenza dalla Florida, il veicolo spaziale è andato in pezzi sull’Oceano Atlantico (in molti hanno assistito all’esplosione). Dragon doveva portare in orbita, oltre a cibo e ossigeno, anche 1987 chili di esperimenti scientifici, una tuta per “passeggiate spaziali” (attività extraveicolari), attrezzatura per il filtraggio dell’acqua, pezzi di ricambio e vestiti per gli astronauti delle Expeditions 44 e 45. Inoltre a bordo c’erano i materiali per gli esperimenti scientifici della prima missione annuale sulla ISS. Sulla Dragon c’erano anche due nuovi International Docking Adapters (IDS) necessari per i nuovi taxi spaziali commerciali che verranno costruiti da Boeing e SpaceX a partire dal 2017.

Ricordiamo, inoltre, un episodio di molti mesi fa: ad ottobre (a un mese dalla partenza della Cristoforetti) un altro carico di rifornimenti era andato distrutto in un incidente durante il lancio. Il vettore Antares (che doveva portare in orbita il modulo da trasporto Cygnus) è esploso a sei secondi dal lancio sulla piattaforma NASA di Wallops Island (Virginia) ad appena 200 metri di altezza: in fumo – anche quella volta – 2 tonnellate di carico fra apparecchiature e rifornimenti, destinati alla Stazione Spaziale Internazionale. Quindi in totale ben tre fallimenti nel corso degli ultimi otto mesi! Per non parlare di altri intoppi, come quello riguardante il razzo Falcon 9 che lo scorso 14 aprile, per la seconda volta, ha tentato di atterrare su una piattaforma in mezzo all’Oceano Atlantico, subito dopo aver lanciato in orbita la capsula Dragon con un precedente rifornimento. Cosa è successo? L’imponente veicolo (pensate a un palazzo di 20 piani) stava per poggiarsi sulla base quando si è schiantato provocando un’esplosione. Era già accaduto il 10 gennaio.

IL SUCCESSO DI PROGRESS 60 – Finalmente le provviste sono arrivate sulla ISS. Il cargo automatico russo senza equipaggio ha cominciato a prepararsi all’avvicinamento quando mancavano 400 metri alla Stazione orbitante. In quel momento è stato attivato il sistema di propulsione per la manovra di frenata. A circa 200 metri, Progress ha ritirato una delle antenne di navigazione orientando la sua posizione al sistema di attracco della Stazione preparandosi così all’aggancio. Le ultime fasi sono state portate dal comandante Gennady Padalka. «Ragazzi, complimenti: il vostro carico è arrivato» ha detto il direttore di volo russo Vladimir Solovev dal centro di controllo della missione vicino Mosca. L’equipaggio comincerà a utilizzare i rifornimenti (2770 chilogrammi) già da oggi. Come sappiamo, la Stazione spaziale e i suoi “inquilini” dipendono totalmente dal regolare approvvigionamento proveniente dai paesi partner. E così sarà per molti anni fino a quando gli astronauti non saranno autosufficienti, magari riuscendo a coltivare alcuni tipi di verdure a bordo o producendo utensili e ricambi con la stampante 3D in dotazione.

issProgress 60 trasporta, nel dettaglio, circa 520 chili di carburante, 48 chili di ossigeno, 420 chili di acqua potabile e 1393 chili di oggetti (tra cibo – 430 chili -, esperimenti scientifici, attrezzi e pezzi di ricambio). «Il cargo Progress consegnerà più cibo del solito in modo che sarà sufficiente per tutti», ha detto Alexander Agureyev, capo del dipartimento di nutrizione dell’equipaggio della ISS presso l’Institute of Medical and Biological Problems. Progress rimarrà agganciato al Pirs per i prossimi quattro mesi, vale a dire il tempo necessario per sfruttare tutti i rifornimenti. Qualora, invece, gli altri carichi fossero andati a buon fine, l’equipaggio sarebbe stato al sicuro per altri sei mesi. E lassù, di certo non si può fare la spesa dell’ultimo minuto al supermercato!

La prossima navetta cargo che raggiungerà quota 400 chilometri nell’orbita bassa della Terra sarà la giapponese HTV-5, il prossimo 16 agosto, mentre i nuovi tre astronauti (Kjell Lindgren della NASA, Oleg Kononenko della ROSCOSMOS e Kimiya Yui della JAXA) partiranno per l’ISS a bordo della capsula Soyuz il 22 luglio (il lancio era previsto per il 26 maggio).

Guarda qui il servizio di Media INAF sul primo tentativo fallito della navetta Progress

Guarda qui il video del razzo Falcon 9 che ha fallito un atterraggio su una nave