IN ORBITA ATTORNO ALLA TERRA

Quattro sonde per studiare il magnetismo

La missione costerà 1,1 miliardi di dollari e le sonde gemelle rimarranno in orbita per un minimo di due anni. La missione si occuperà da settembre 2015 in poi delle interazioni del campo magnetico della Terra con altri corpi celesti, come il Sole

Il razzo United Launch Alliance Atlas V con a bordo la sonda Magnetospheric Multiscale (MMS) della NASA. Il tutto è stato lanciato dal Cape Canaveral Air Force Station Space Launch Complex 41, in Florida, giovedì 12 marzo. Crediti: NASA

Il razzo United Launch Alliance Atlas V con a bordo la sonda Magnetospheric Multiscale (MMS) della NASA. Il tutto è stato lanciato dal Cape Canaveral Air Force Station Space Launch Complex 41, in Florida, giovedì 12 marzo. Crediti: NASA

Si chiama Magnetospheric Multiscale (MMS) lo schieramento di 4 sonde della NASA lanciate nell’orbita terrestre – questa mattina alle 3:44 italiane – che studieranno il fenomeno della riconnessione magnetica. Per la prima volta, quindi, una missione sarà esclusivamente dedicata allo studio delle interazioni del campo magnetico della Terra con altri corpi celesti, come lo stesso Sole. Si pensa che questo processo sia il responsabile anche di alcune delle più potenti esplosioni nel nostro Sistema solare.

Le sonde sono partite per l’orbita a bordo del razzo Atlas V 421, lanciato dalla Cape Canaveral Air Force Station, in Florida. Dopo aver raggiunto l’orbita, ogni veicolo spaziale è stato sganciato dal razzo con un intervallo di cinque minuti. La missione è molto articolata e nel corso delle prossime settimane gli esperti della NASA useranno antenne e bracci meccanici di cui sono dotate le sonde gemelle e testeranno tutti gli strumenti a bordo. Le 4 MMS verranno posizionate con un layout a piramide per cominciare le osservazioni scientifiche agli inizi di settembre. La sonde saranno operative per due anni, ma la NASA spera già di poter estenderne la durata. Il tutto costerà 1,1 miliardi di dollari.

«Dopo un decennio di preparazione, il team scientifico è pronto a mettersi a lavoro», ha detto Jim Burch, primo ricercatore per la missione MMS per il Southwest Research Institute di San Antonio (SwRI). «Non abbiamo mai avuto – ha aggiunto – l’opportunità di studiare questo processo così nel dettaglio».

Rappresentazione artistica della sonda MSS. Crediti: NASA

Rappresentazione artistica della sonda MSS.
Crediti: NASA

Le 4 sonde gemelle offriranno la prima visione tridimensionale della riconnessione magnetica fra la Terra e il Sole, e questo aiuterà i ricercatori a capire come si collegano e scollegano i campi magnetici nell’Universo tramite delle potenti e drammatiche esplosioni, che sono state studiate in passato ma mai con una missione del genere. Queste esplosioni rilasciano un’enorme quantità di energia che può raggiungere miliardi di megatoni di trinitotoluene (il più famoso TNT che appare in tutti i cartoni animati). Le particelle che vengono espulse durante queste esplosioni raggiungono una velocità vicina a quella della luce. La visione tridimensionale sarà data dalla vicinanza dei quattro veicoli spaziali, alla distanza di 10 chilometri l’uno dall’altro, che saranno inoltre dotati di sensori ad alta precisione che analizzeranno lo spazio circostante 100 volte più velocemente di altre missioni simili.

I ricercatori sperano anche di riuscire, un giorno, di poter prevedere questi fenomeni e di poterli conoscere meglio. Questo perché l’effetto del magnetismo terrestre ha spesso conseguenze, anche gravi, sulla Terra, soprattutto sui moderni sistemi tecnologici come le reti di comunicazione, di navigazione GPS e delle reti elettriche (lo stesso avviene durante le esplosioni che si verificano sul Sole). Grazie a questo particolare laboratorio orbitante si può studiare il fenomeno anche attorno ad altre stelle, non solo il Sole, ma anche nei pressi dei buchi neri e delle stelle di neutroni, magari arrivando anche ai confini con lo spazio interstellare.

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