IL 21 SETTEMBRE NELL’ORBITA MARZIANA

MAVEN su Marte, ci siamo

Pronto a infilare l’orbita del pianeta rosso: il NASA Mars Atmosphere and Volatile Evolution sta per completare gli oltre 700 milioni di chilometri previsti, studierà l’atmosfera di Marte, la sua composizione, e l’interazione con il vento solare

Un rendering del NASA Mars Atmosphere and Volatile Evolution (MAVEN) spacecraft. Crediti: NASA / GSFC.

Un rendering del NASA Mars Atmosphere and Volatile Evolution (MAVEN) spacecraft. Crediti: NASA / GSFC.

Ci siamo quasi. L’orbiter NASA Mars Atmosphere and Volatile Evolution (MAVEN) è in arrivo nell’orbita marziana dopo un viaggio durato 10 mesi e durante il quale ha percorso una distanza superiore a 700 milioni di chilometri. Data prevista per l’inserimento in orbita: domenica 21 settembre.

Il team di tecnici e ricercatori del Lockheed Martin Space System di Littleton, in Colorado, seguirà la sonda durante tutta la procedura di inserimento, garantendo che tutto avvenga in sicurezza, senza mettere in pericolo l’attrezzatura. «Finora, sta filando tutto liscio e le prestazioni del veicolo spaziali sono ottimali per garantire la migliore delle crociere su Marte», spiega David Mitchell, MAVEN project manager presso il NASA Goddard Space Flight Center di Greenbelt, Maryland. «Il team e le attività da terra sono pronti perché MAVEN possa infilare con precisione l’orbita».

La manovra di inserimento prevede una breve messa in moto dei sei piccoli propulsori per stabilizzare il veicolo spaziale. 33 minuti di accensione motori per rallentare la sonda, garantendo che l’orbita ellittica si assesti su un periodo di 35 ore.

Una volta concluso le manovre di arrivo, a MAVEN spetta un periodo di verifica di sei settimane, durante le quali verrà ulteriormente aggiustata l’orbita del veicolo e testata la piena funzionalità degli strumenti scientifici che trasporta.

A novembre si comincia a lavorare: MAVEN inizierà la raccolta dati circa composizione, struttura e dispersione di gas nella fascia più alta dell’atmosfera di Marte, cercando di comprendere quali siano i meccanismi di interazione con il Sole e il vento che dalla nostra stella ‘soffia’ sul pianeta. «La speranza è che la missione scientifica possa dirci che fine hanno fatto l’acqua e l’anidride carbonica un tempo presenti su Marte», auspica Bruce Jakosky, MAVEN principal investigator presso l’Università del Colorado, Laboratory for Atmospheric and Space Physics, Boulder. «Sono domande fondamentali per comprendere la storia di Marte e la sua capacità di ospitare forme di vita, almeno allo stadio microbico».

MAVEN verrà impiegato anche come ripetitore di segnale per comunicare con Curiosity e Opportunity. Inoltre, la sonda avrà il compito di mappare la composizione della cometa che più di tutte sta tenendo i ricercatori col fiato sospeso, vale a dire C/2013 A1 Siding Spring. Al momento del suo passaggio ravvicinato l’intero pianeta rosso verrà ricoperto da gas e polveri, ma non dovrebbero esserci enormi rischi per i rover e gli orbiter che, in ogni caso, per metà ottobre dovranno essere stati posti in zona di sicurezza.

Costata 671 milioni di dollari, la sonda NASA è stata lanciata il 18 novembre 2013 da Cape Canaveral a bordo di un razzo Atlas V. Non si può dire abbia sofferto di solitudine nel suo viaggio verso Marte: è stata in felice compagnia della sonda Mars Orbiter Mission (MOM), progettata e lanciata dall’Indian Space Research Organisation e che proverà a rilevare la presenza di metano nell’atmosfera cercando ulteriori prove a favore  di forme di vita primitiva sul quarto pianeta del Sistema Solare.

Con i tre orbiter ESA e NASA (Mars Odyssey, Mars Express e il Mars Reconnaissance Orbiter), la coppia di rover di superficie ancora attivi, MAVEN che arriva il 21 settembre e MOM che infilerà l’orbita marziana il 24, sale a 7 il numero di missioni attualmente impegnato sul pianeta rosso.