UN EVENTO CAPTATO ANCHE AD ARECIBO

I lampi radio non amano solo l’Australia

I lampi radio veloci (FRB, dall’inglese Fast Radio Burst), segnali brevissimi e isolati nella banda delle onde radio, della durata di appena qualche millisecondo che appaiono senza preavviso nel cielo, finora erano stato captati solo dal radiotelescopio di Parkes in Australia. Ora un articolo pubblicato su The Astrophysical Journal riporta l'identificazione di un evento FRB con il radiotelescopio di Arecibo. Il commento di Andrea Possenti (INAF)

     15/07/2014
Immagine nella luce visibile della regione di cielo nella costellazione dell'Auriga dove il 2 novembre del 2012 il radiotelescopio di Arecibo ha identificato un lampo radio veloce. La posizione esatta è indicata dal circoletto in verde.© Rogelio Bernal Andreo (DeepSkyColors.com)

Immagine nella luce visibile della regione di cielo nella costellazione dell’Auriga dove il 2 novembre del 2012 il radiotelescopio di Arecibo ha identificato un lampo radio veloce. La posizione esatta è indicata dal circoletto in verde.© Rogelio Bernal Andreo (DeepSkyColors.com)

Ora è sicuro: i lampi radio veloci, i cosiddetti FRB (dall’inglese Fast Radio Burst),  segnali brevissimi e isolati nella banda delle onde radio, della durata di appena qualche millisecondo che appaiono senza preavviso nel cielo, non preferiscono solo i cieli dell’Australia. Uno di questi eventi è stato infatti individuato per la prima volta anche dal gigantesco radiotelescopio di Arecibo da 305 metri di diametro che si trova a Puerto Rico, in America, da un gruppo di ricercatori guidato da Laura Spitler del Max Planck Institute for Radio Astronomy (Germania). La scoperta cancella così ogni dubbio sulla effettiva natura cosmica dei segnali, poiché tutti i Fast Radio Burst finora erano stati identificati dal radiotelescopio di Parkes in Australia. Era quindi necessario escludere in modo definitivo la possibilità, invero ormai considerata assai improbabile, che questi fenomeni potessero essere prodotti  da qualche sorgente locale, vicina al radiotelescopio  o addirittura dalla sua stessa strumentazione. “Le caratteristiche del lampo osservato al telescopio di Arecibo, così come la frequenza di questi eventi sono consistenti con le caratteristiche degli altri precedentemente osservati al Parkes” conferma Spitler.

Gli ‘altri’ lampi a cui la ricercatrice si riferisce sono quelli riportati giusto un anno fa in un lavoro sulla prestigiosa rivista Science e a cui hanno partecipato quattro astrofisici italiani e dell’INAF. I risultati emersi in quello studio vengono ora confermati dall’analisi del segnale raccolto dallo strumento portoricano il 2 novembre del 2012 in direzione della costellazione dell’Auriga. Seppure si stima che in tutto il cielo ogni giorno si ‘accendano’ 10.000 FRB, l’imprevedibilità della loro posizione e la loro estrema brevità li rendono difficilissimi da individuare. In più, la natura di questi fenomeni è ancora avvolta dal mistero: forse sono prodotti dall’evaporazione di buchi neri, oppure dalla fusione di due stelle di neutroni o da fenomeni impulsivi nell’attività delle magnetar, stelle di neutroni con un potentissimo campo magnetico. Questa osservazione conferma comunque la natura extragalattica delle sorgenti che producono gli FRB, grazie all’analisi della dispersione del segnale registrata anche nell’evento captato ad Arecibo.

“E’ sempre importante che risultati nuovi e importanti, come è quello della scoperta dei Fast Radio Burst, ottengano conferme indipendenti. Questo è proprio l’esito principale del lavoro di Spitler et al.: le osservazioni effettuate ad Arecibo confermano infatti le principali caratteristiche osservative dei Fast Radio Burst, che l’esperimento HTRU aveva stabilito circa un anno fa con le osservazioni a Parkes” commenta Andrea Possenti, direttore dell’INAF-Osservatorio Astronomico di Cagliari, uno dei ricercatori italiani che ha partecipato allo studio su Science dello scorso anno. “Molto lavoro resta invece da fare per chiarire la la natura fisica di questi eventi. In tal senso, appare molto promettente il nuovo esperimento SUPERB, appena avviato a Parkes, e in cui il nostro gruppo è in prima linea. Rispetto agli esperimenti precedenti, in questo caso i Fast Radio Burst verranno individuati in pochi secondi e sarà anche possibile localizzarli con notevole precisione. Ciò aprirà la possibilità di allertare tanti telescopi sparsi per il globo ai fini di individuare da quali corpi celesti essi provengano, un passo avanti essenziale per comprenderne l’origine”.

Per saperne di più:

  • l’articolo Fast Radio Burst Discovered in the Arecibo Pulsar ALFA Survey di L.G. Spitler, J.M. Cordes et al. pubblicato sulla rivista The Astrophysical Journal