IL PICCO DELLE STELLE CADENTI

La notte delle Geminidi

Nella notte tra il 13 e il 14 si raggiunge infatti il picco di luminosità dello sciame delle Geminidi dando origine alla pioggia di stelle cadenti che caratterizza l'arrivo imminente dell'inverno.

Una geminide vista dal deserto Mojave, negli USA (Wally Pacholka, TWAN)

Una geminide vista dal deserto Mojave, negli USA (Wally Pacholka, TWAN)

Questa notte, nuvolosità permettendo, è meglio direzionare il naso verso il cielo, soprattutto se qualche desiderio è stato inespresso al passaggio delle perseidi di agosto.

Nella notte tra il 13 e il 14 si raggiunge infatti il picco di luminosità dello sciame delle Geminidi dando origine alla pioggia di stelle cadenti che caratterizza l’arrivo imminente dell’inverno.

Lo sciame meteorico delle Geminidi è il più intenso dell’anno, è ricco di bolidi e può essere visto da ogni punto del globo terrestre. Le Geminidi sono molto luminose e facili da osservare, nonostante il loro passaggio sia molto veloce. Sono affidabili, infatti non mancano mai al loro appuntamento annuale con gli appassionati.

Molte delle piogge meteoriche provengono dalle comete, che lasciano molte quantità di meteoroidi che danno vita alle notti delle stelle cadenti (come ad agosto). Le Geminidi sono diverse, perché il corpo che le origina non è una cometa ma un oggetto roccioso chiamato Phaeton 3200, che lascia talmente pochi detriti che certo non bastano a spiegare le Geminidi. L’asteroide, molto simile a una cometa, è stato scoperto nel 1983 dal satellite IRAS della NASA e passa vicino al Sole ogni 1,4 anni. Lo sciame per gli studiosi è sempre stato un mistero, ameno finora.

Un gruppo di astronomi guidato da Dave Jewitt della UCLA, infatti, ha usato le sonde gemelle STEREO della NASA per guardare più da vicino l’asteroide al suo passaggio ravvicinato con Sole. Nel 2010 una delle sonde ha registrato un aumento notevole della luminosità di Phaeton 3200 mentre si avvicinava al Sole, come se la luce del Sole splendesse attraverso una nube di polvere attorno all’asteroide. Gli scienziati hanno cominciato a sospettare, quindi, che Phaeton 3200 fosse una cometa rocciosa, cioè un asteroide che si avvicina molto al Sole, così vicino che il calore brucia i detriti polverosi. Ciò potrebbe costituire una sorta di coda simile a quella delle comete vere, avvistata poi anche in osservazioni successive fino al 2012.