NON SOLO ASTROFISICA

Il lato artistico dell’Universo

Nuovo appuntamento presso l'Osservatorio Astronomico di Capodimonte dell'INAF per le iniziative di Paleocontemporanea, la rassegna d'arte della collina di Capodimonte, con la presentazione della sezione dedicata alla video art.

Lo scorso venerdì 25 ottobre si è tenuto all’Osservatorio Astronomico di Capodimonte dell’INAF un nuovo appuntamento della rassegna Paleocontemporanea, la manifestazione che sotto il titolo “Elementi di trascendenza nell’arte dall’antichità al presente” ha lo scopo di promuovere lo sviluppo e la fruizione dell’arte e favorire la contaminazione tra arte antica e moderna, tra saperi fisici e metafisici, tra pensiero filosofico e ragionamento scientifico.

Poi piovve dentro l’alta fantasia”, la rassegna di video arte curata da Marcella Ferro, è un’interpretazione e una rappresentazione della trascendenza dello spirito umano e delle sue emozioni espresse con modalità contemporanee, scavalcando l’impalpabilità delle forme e la fisicità degli oggetti. Brevi filmati di giovani artisti che, con proiezioni oniriche e immaginifiche, esprimono la personale visione della trascendenza attraverso l’alta fantasia, cioè la parte più elevata dell’immaginazione corporea, come quella che si manifesta nel caos dei sogni.

il video di presentazione dei luoghi che ospitano la rassegna

Paleocontemporanea
il video di presentazione dei siti che ospitano la rassegna

Paleocontemporanea proseguirà fino al prossimo 6 gennaio, svolgendosi tra il Museo Archeologico, salendo fino alle catacombe che collegano Capodimonte alla Sanità e su, fino al Museo di Capodimonte per poi confluire nell’Osservatorio Astronomico.

L’idea di Paleocontemporanea nasce dall’entusiasmo di Padre Antonio Loffredo, parroco del Rione Sanità. “Alla Collina di Capodimonte, dice Padre Antonio, la stratificazione della storia crea assemblaggi grandiosi e densi di significato, che esaltano il valore dell’uomo, seppure nel bel mezzo della sua rovina. Tutto avviene e convive contemporaneamente. La creazione si stiracchia ogni mattina mentre la tradizione le prepara la colazione e la trasformazione le aspetta in fondo al vicolo. Insieme, a braccetto, vanno a seminare meraviglie nelle menti, a stuzzicare cuori indolenti, a sostituire l’onda della disperazione con quella della speranza perché travolga ogni cosa e faccia piazza pulita di tante condizioni misere, conquistando nuovi spazi alla gioia”. Un progetto che parte dal basso, che ha ricevuto l’attenzione del Ministero dei Beni Culturali, della Regione Campania, attraverso Artecard, e anche del Museo Madre, della Città della Scienza e dell’Aeroporto di Capodichino che hanno voluto partecipare al progetto.

 l'installazione "One", di Christian Leperino,  dall'8 novembre negli spazi dell'aeroporto di Napoli

l’installazione “One” di Christian Leperino,
dall’8 novembre negli spazi dell’Aeroporto di Napoli

L’artista napoletano Christin Leperino ha presentato a una gran folla che ha riempito gli spazi dell’auditorium dell’Osservatorio, i lavori preliminari dell’installazione che dal prossimo 8 novembre verrà esposta all’Aeroporto di Napoli: ONE, un esercizio sulla fisicità dei materiali che ha offerto suggerimenti e occasioni di nuovi sviluppi per la “formazione” dell’organismo plastico. “In quest’opera, racconta Leperino, attraverso la pratica del “sezionamento” del corpo della scultura, l’innesto di frammenti anatomici e di elementi inorganici che richiamano i volumi semplificati di uno skyline urbano, ho sviluppato una mia personale riflessione sul rapporto tra architettura contemporanea, in modo particolare l’architettura delle periferie metropolitane, e i (disattesi) bisogni umani”.

Inaugurando la rassegna lo scorso 19 settembre, il sottosegretario ai Beni Culturali Ilaria Borletti Buitoni ha sottolineato entusiasticamente come “con questa mostra si getta un ponte tra la creatività di oggi e il patrimonio culturale di Napoli”. Soddisfatto il soprintendente dei Musei di Napoli, Fabrizio Vona, per il quale “Paleocontemporanea è la dimostrazione che si può lavorare finalmente in rete, dimenticando quella tendenza, forse un po’ antropologicamente tipica dei napoletani, di voler fare le cose da soli”. Una sfida, quella di Paleocontemporanea, a cui l’Osservatorio di Capodimonte non si è sottratto. Il bello, l’arte, il trascendente non sono concetti estranei all’astronomia. Come ogni forma artistica, da quella pittorica a quella architettonica fino alle moderne espressioni della settima arte, anche l’astrofisica ha un linguaggio tutto proprio per la rappresentazione di emozioni e suggestioni che colpiscono al cuore e parlano alle menti. Massimo Della Valle, direttore dell’Osservatorio di Capodimonte, ha raccolto il testimone dei grandi musei napoletani aprendo al pubblico dei visitatori gli scrigni più preziosi del patrimonio culturale antico di cui, la maggior istituzione scientifica nel settore dell’astronomia di tutto il sud Italia, è gelosa custode e testimone. “Partirei da una constatazione di tipo logistico, dice Della Valle, l’ Osservatorio di Capodimonte si trova di fronte all’omonima Pinacoteca, ospitata in una delle dimore storiche della casa reale dei Borbone, quindi, l’intersezione tra scienza e arte è inevitabile, non solo dal punto di vista culturale. La mostra Paleocontemporanea, organizzata da quattro delle maggiori istituzioni culturali della città, il Museo Archeologico e le Catacombe di San Gennaro, oltre alle due che ho appena menzionato, è portatrice di quel messaggio di unicità del sapere che da anni stiamo diffondendo sul territorio, accanto alla consueta divulgazione astronomica che ci compete come INAF”. Nell’espressione artistica che ciascun sito offre ai tanti curiosi che stanno attraversando la collina di Capodimonte, l’Osservatorio svela una visione forse più dinamica dello sviluppo del pensiero umano, più squisitamente scientifica e a suo modo artistica, accompagnando gli ospiti nell’arte astronomica espressa da antichi cannocchiali, dallo specchio di Herschel e dal prezioso volume di Copernico, fino alle moderne macchine per fare scienza.