PIÙ VICINA AL SOLE MA TUTTA INTERA

ISON tiene duro

Un'immagine del telescopio spaziale Hubble mostra la cometa ancora integra, nonostante in molti prevedessero che il calore del Sole l'avrebbe presto frantumata. Prosegue la sua corsa verso il punto di minima distanza dal Sole a fine novembre, e poi verso la Terra a fine dicembre.

Credits NASA, ESA, Hubble Heritage Team (STScI/AURA)

Credits NASA, ESA, Hubble Heritage Team (STScI/AURA)

Eccola lì, ancora tutta intera mentre prosegue la sua corsa verso il Sole. La cometa ISON è apparsa così nell’immagine ripresa dal telescopio spaziale Hubble il 9 ottobre, e resa pubblica oggi dal sito della NASA appena tornato in attività dopo la fine dello shutdown (e a proposito dello shutdown, qui la nostra intervista a Francesco Tombesi, ricercatore italiano che lavora alla NASA, che ci ha raccontato come lo ha vissuto).

Il nucleo solido della cometa non si vede in dettaglio, perché troppo piccolo per la risoluzione consentita dal telescopio. Ma è chiaro che è tutto intero. Se, come prevedevano alcuni astronomi, si fosse frantumato a causa del calore solare, l’immagine rivelerebbe la presenza di molti frammenti.

Inoltre, la chioma che circonda il nucleo appare simmetrica e liscia, altra indicazione che ISON sta resistendo meglio de previsto al calore crescente a cui è esposta. Persino il getto di polvere che si vedeva in immagini precedenti riprese da Hubble non è più visibile.

L’immagine è ottenuta dalla combinazione di due scatti con filtri diversi. Infatti la chioma appare di colore ciano (una sfumatura di azzurro) mentre la coda vira verso il rosso a causa della polvere che viene soffiata via dal nucleo. Nel momento in cui è stata ripresa da Hubble, la cometa si trovava all’interno dell’orbita di Marte, a 284 milioni di chilometri dalla Terra. Raggiungerà il punto più vicino al Sole il 28 novembre, e la minima distanza dalla Terra il 26 dicembre.