IMMAGINI DAL SISTEMA SOLARE

Per Juno un fly-by molto “safe”

Il 9 Ottobre, dopo aver acceso i suoi strumenti durante il sorvolo della Terra e mentre veniva fotografata e festeggiata in tutto il mondo (Italia compresa), Juno è andata per un breve periodo in "safe-mode". Ora la sonda è in viaggio verso Giove e sta bene, mentre gli scienziati analizzano i dati e la NASA cerca di capire cosa sia successo.

Nel passaggio ravvicinato della sonda Juno, è andato tutto per il meglio. Con qualche brivido imprevisto.

Mercoledì 9 Ottobre la missione NASA ha effettuato il suo gravity assist della Terra avvicinandosi fino a una distanza di appena 559 km da noi prima di riprendere la strada per Giove, che raggiungerà nel 2016.  Dal punto di vista degli strumenti scientifici non ci sono stati problemi e il team, riunito a Denver, ha potuto ricevere e analizzare i primi dati raccolti prima durante un passaggio ravvicinato alla Luna, e poi durante il flyby della Terra. Le immagini realizzate dalla JunoCam e i dati catturati dagli altri strumenti sono stati sufficienti per calibrare e rendere evidente il buon funzionamento del carico scientifico, in parte italiano.

Nel flyby, i due strumenti italiani si sono comportati egregiamente. Lo spettrometro ad immagine JIRAM, progettato dall’INAF-IAPS, ha prodotto interessanti immagini e spettri della Luna durante il suo periodo di funzionamento e lo strumento di radio scienza KaT, di paternità dell’Università ‘La Sapienza’ di Roma, ha registrato dati che nelle prossime settimane verranno analizzati per comprendere meglio il fenomeno della “flyby anomaly“, una discordanza rispetto al valore teorico dell’energia rilasciata alle sonde riscontrata in passato durante alcuni gravity-assist. Anche l’americana JunoCAM ha espletato il suo compito, producendo una sequenza di immagini dell’avvicinamento che vanno da un primo fotogramma in cui la Luna appare a 200.000 Km di distanza, come un mondo lontano e misterioso, fino al sorprendente close-up del nostro pianeta in cui è possibile riconoscere nuvole e continenti, scattato mentre Juno sorvolava il Sud America.

Le prime immagini della Luna scattate da Juno durante il flyby. Crediti: NASA / JPL / SwRI / MSSS / Adam Hurcewicz

Le prime immagini della Luna scattate da Juno durante il flyby. Crediti: NASA / JPL / SwRI / MSSS / Adam Hurcewicz

Le immagini del flyby della Terra scattate da Juno mentre sorvola il Sud America, il 9 Ottobre (19:06UT).  Crediti: NASA/JPL/SwRI/MSSS

Le immagini del flyby della Terra scattate da Juno mentre sorvola il Sud America, il 9 Ottobre (19:06UT). Crediti: NASA/JPL/SwRI/MSSS

Il twit di saluto dell'astronauta Parmitano inviato dalla ISS ai ragazzi dell'evento "Aspettando Juno".

Il tweet di saluto dell’astronauta Parmitano inviato dalla ISS ai ragazzi dell’evento “Aspettando Juno”.

Appena 10 minuti dopo il momento di massimo avvicinamento alla Terra, sono iniziate le vere sorprese. Sorprese che vanno sotto il nome di safe-mode, ovvero tradotto in italiano “modo sicuro”, una procedura per cui la sonda spegne automaticamente tutti i sistemi non essenziali per garantire la sopravvivenza e la continuazione del funzionamento, in caso di imprevisto tecnico. Il fatto è avvenuto una ventina di minuti dopo che Juno era entrato nell’ombra della Terra. In questa condizione la sonda non è illuminata dalla luce del Sole e, privata dell’energia normalmente fornita dai suoi pannelli solari, deve passare all’alimentazione da batterie. In questa fase, e in modo del tutto imprevisto (e forse scollegato), la sonda è entrata in safe mode, stato da cui è uscita solo venerdì, dopo oltre 24 ore. A rendere la situazione più delicata del dovuto ha sicuramente giocato lo shutdown della NASA che ha impedito le conferenze stampa e i comunicati che di solito accompagnano e spiegano questo genere di eventi imprevisti e che al momento continua a rendere le operazioni più complesse del solito. Tra i dipendenti NASA che hanno comunicato con l’esterno in questo frangente, Rick Nybakken, mission project manager di Juno presso il Jet Propulsion Laboratory della NASA, ha rassicurato i media da subito : “Juno non era mai entrato in safe mode prima e stiamo studiando perché sia successo ora. Ma lo stato di salute e la situazione energetica della sonda sono perfette.”

E se il team scientifico ha seguito le diverse fasi del flyby con il fiato sospeso, anche una parte della popolazione si è lasciata coinvolgere e ha fatto altrettanto. Molti, in giro per il mondo, hanno raccolto la sfida lanciata nelle ultime settimane dalla NASA (e in Italia dall’INAF con il supporto della UAI, Unioni Astrofili Italiani, delle Associazioni locali e delle altre organizzazioni che hanno diffuso la notizia)), cimentandosi nel tentativo di realizzare uno scatto di Juno durante il passaggio. Anche in Italia, dove il fly-by risultava poco visibile e il cielo era coperto in molte regioni, alcuni sono riusciti nella non facile impresa. Più in basso, le prime tre immagini di astrofili ricevute finora e che verranno inviate alla NASA per pubblicazione, una volta concluso lo shutdown (clicca sulla singola immagine per un ingrandimento e per leggere copyright e dettagli tecnici). La prima arriva da Giuseppe Pappa dalla provincia di Catania. Non risulta particolarmente chiara ma merita di sicuro la pubblicazione, essendo stata scattata con una semplice fotocamera commerciale alle 21:52, quando la sonda era ancora molto bassa sull’orizzonte. La seconda è stata realizzata nei dintorni dell’Aquila (presso l’osservatorio registrato al Minor Planet Center con il codice C93) da Paolo Berardi e Maria Giovanna Raschiatore, con una CCD montata su un piccolo rifrattore. Infine la terza è un’esposizone di 120s realizzata da Ernesto Guido con un telescopio remotizzato situato in Spagna (codice all’MPC I89) quando la sonda si trovava già a 125.000 Km dal nostro pianeta (pubblicata online sul sito http://remanzacco.blogspot.it/). Da notare che in tutte e tre le immagini, la sonda è visibile come una striscia a causa delle sua velocità rispetto alle stelle di fondo cielo.

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E se il flyby è un momento di verifica tecnica, in cui uno spacecraft, viaggiando a elevata velocità deve realizzare una delicata e fondamentale manovra, è facile capire perchè una volta concluse le serie attività scientifiche, il mondo della scienza ufficiale abbia voglia di festeggiare. Tra i molti eventi mondiali, non poteva mancare l’Italia, dove all’ASI di Matera, oltre 110 studenti di 5 scuole hanno festeggiato l’evento con una manifestazione organizzata da Angelo Olivieri, responsabile contrattuale di Juno per ASI, con il supporto dell’INAF-IAPS di Roma. Tra giochi, musica, mostre e divertimenti, sotto un cielo nuvoloso, i ragazzi hanno potuto vivere questa avventura in prima persona, presso il Centro di Geodesia ASI di Matera. A raccontare i progetti spaziali italiani e l’importanza della missione Juno, Enrico Flamini, Chief Scientist dell’Agenzia Spaziale Italiana e Barbara Negri, Responsabile Unità Esplorazione e Osservazione dell’Universo sempre per l’ASI. In collegamento da Denver, Alberto Adriani PI dello spettrometro JIRAM e Stefano Finocchiaro del team dello strumento di radioscienza KaT, hanno mostrato e spiegato le immagini della camera e i primi dati degli strumenti italiani a bordo della sonda (vedi nel clip qui sotto l’intervento). Ospite speciale l’astronauta Luca Parmitano che dalla ISS, di passaggio nel cielo sopra il centro, ha salutato i ragazzi con un tweet insapettato. A concludere la serata,  il telescopio del centro di Geodesia ha inseguito la sonda Juno e malgrado il cielo nuvoloso è riuscito a produrre un filmato in cui Juno a tratti fa capolino tra le nuvole e allontanandosi, sempre più flebile, sembra dire arrivederci. E darci appuntamento al 2016, nei dintorni di Giove.

 

Continuate a mandare a info@iaps.inaf.it le vostre immagini astronomiche del fly-by per vederle pubblicate dalla NASA. Altro materiale sull’evento  sarà presto disponibile sul sito http://www.iaps.inaf.it o dal canale Youtube IAPS.