IL PODCAST CHE SPIEGA LA FISICA ALLA GENTE

“FISICAST”: la fisica da ascoltare

Un podcast per spiegare la fisica alla gente, partendo dalla fisica della gente e usando il linguaggio della gente: ecco il nuovo strumento di divulgazione realizzato da un gruppo di fisici romani.

27.09.2013, ore 15:00

Anche lui ascolta FISICAST...

Anche lui ascolta FISICAST…

“FISICAST” è il nome di un podcast di fisica in lingua italiana (www.fisicast.it) che ha l’ambiziosa finalità di spiegare la fisica alla gente con una modalità davvero… antica quanto il mondo, cioè raccontandola con un brano audio, che impegni soltanto le orecchie (e il cervello) senza ulteriori ausili visivi!

Dietro FISICAST ci sono tre fisici: Gianluca Li Causi dell’INAF e Riccardo Faccini e Giovanni Organtini della Sapienza. Ma la fisica si presta veramente ad essere raccontata? E si può davvero renderla comprensibile a tutti? Lo abbiamo chiesto a Gianluca Li Causi:

Una prima domanda, forse “cattivella”: che bisogno c’era di aggiungere un ennesimo canale divulgativo?

E’ proprio grazie alla conoscenza condivisa diffusa dai media che FISICAST può andare oltre l’informazione scientifica e spingersi a spiegare la fisica alla gente. Rispetto al panorama corrente perciò non siamo ridondanti, ma esplicitamente complementari.

Su quali argomenti avete focalizzato le vostre puntate e cosa pensate di trattare nel futuro?

Parliamo dei concetti della fisica, delle tecnologie di uso comune e dei fenomeni della natura, ma puntiamo sempre a riferirci al quotidiano mostrando la fisica in ciò che sperimentiamo ogni giorno, a casa o altrove. Abbiamo trattato argomenti diversissimi, rispondendo a domande tipo: “come fanno gli astronomi a misurare distanze così grandi stando fermi sul nostro minuscolo pianeta?”, o “perché non si può superare la velocità della luce?”, o “a che serve il bosone di Higgs?”, domande semplici con risposte tutt’altro che scontate. Per il prossimo futuro particelle elementari, meccanica quantistica e ancora fisica classica.

Argomenti anche ostici, dunque. Non pensate di lasciare troppa gente per strada?

Il nostro target è quello di chi già si informa di scienza attraverso i media ed è quindi desideroso di “qualcosa di più”: è un pubblico vasto e le nostre statistiche lo dimostrano, visti i 35 mila ascolti in un anno che abbiamo totalizzato con ben poca promozione. E sono contenti di essere per così dire “obbligati a pensare”, come un ascoltatore che ci scrive: “…se il vostro intento è quello di fare riflettere noi comuni mortali, devo dire che la cosa funziona”. Al momento le puntate di FISICAST sono scaricabili, oltre che dal nostro sito www.fisicast.it, anche da iTunes e YouTube, con una frequenza mensile che ci siamo imposti di mantenere.

Ci si può davvero limitare a raccontarla, la fisica? Sembra impossibile che possiate farlo senza neanche un video, o almeno un foglio e una penna!

Il formato audio è la specificità di FISICAST, lo abbiamo scelto perché è vantaggioso per l’ascoltatore, poiché ne stimola la riflessione e ne facilita la fruizione (si può ascoltare mentre si fa altro) e allo stesso tempo è vantaggioso per noi relatori, poiché ci obbliga a trovare la spiegazione più semplice. Inoltre, poiché riteniamo che la fisica debba essere spiegata da chi la fa, le voci sono le nostre, anche se decisamente non siamo degli speaker professionali…

Ok, comunque l’audio è solo un mezzo. Cos’è che vi rende originali, a parte il formato?Fisicast logo

Il punto di forza di FISICAST è quello di essere fortemente “orientato all’ascoltatore”, infatti tutto il nostro lavoro si basa su tre punti chiave: 1) comprendere la fisica della gente, 2) usare il linguaggio della gente e 3) tenere in estrema considerazione i commenti della gente. E’ questa filosofia a renderci originali.

E’ possibile avere qualche esempio concreto, per capire meglio questi tre punti?

Prima di scrivere su un nuovo argomento, ci chiediamo qual’è l’immagine che ne ha la gente. Per esempio, viene naturale a molti pensare che dando una piccola spinta a un oggetto posto nello spazio questo si metterà in moto ma prima o poi si fermerà “perché l’energia fornita pian piano si dovrà esaurire…”, perciò se parliamo dell’inerzia è da qui che dobbiamo partire.
Dobbiamo poi usare le parole soltanto col significato che hanno nel linguaggio comune. Per esempio, parlare di “deformazione” dello spazio invece che di “curvatura” evita che nella mente dell’ascoltatore si visualizzi un’immagine sbagliata, che poi dobbiamo correggere, infatti nel gergo matematico “curvatura” ha un significato ben diverso da quello che ha nel linguaggio comune.
Infine facciamo leggere il testo da degli ascoltatori test prima di ogni pubblicazione; persone di cultura generica, non scientifica, che abbiamo scelto per il loro senso critico e che più di una volta ci hanno portato a riscrivere tutto partendo di nuovo dal foglio bianco! Senza un simile confronto non indovineremmo mai quali immagini evochino le nostre frasi nella mente della gente.

Sembra un’attività decisamente impegnativa. Ma chi ve lo fa fare? Cosa ve ne viene, da tutto questo?

Impegnativa, ma anche stimolante e gratificante! Per noi è un’occasione unica per re-imparare la fisica al di là delle formule che intervengono a un più alto livello e ne nascono discussioni tra di noi dalle quali ne usciamo con le idee più chiare. I commenti positivi e le domande che riceviamo dagli ascoltatori sono poi una bella gratificazione e un ulteriore stimolo per continuare.
La speranza è di realizzare le finalità fondatrici del progetto: “fornire spunti di riflessione e stimolare la mentalità scientifica e l’interesse nella ricerca in una società, come la nostra, che ne è povera, cercando di innescare nell’ascoltatore una “scintilla” che lo faccia pensare”.

Ma fate tutto da soli? C’è qualcuno o qualche ente che vi da una mano?

FISICAST non esisterebbe senza il contributo di Frascati Scienza, in particolare di Giovanni Mazzitelli dell’INFN e di Carlo Mancini del CERN. E non esisterebbe senza la sala di registrazione di Radio Sapienza e la voce di Chiara Piselli che ci intervista. Poi abbiamo l’aiuto di Edoardo Massaro, Antonella Bartoli e Chiara Crociata per musica e montaggio audio e quello di Marco Castellani e Simone Antoniucci per la promozione e il canale YouTube. L’infrastruttura di FISICAST è ormai ben oliata, perciò se altri ricercatori hanno voglia di spiegare della fisica alla gente sono i benvenuti, come hanno già fatto Gianvittorio Pallottino e Giovanni De Cesare, che ringraziamo.

Di cosa avreste bisogno per continuare con più sicurezza e tranquillità?

FISICAST ha superato il primo anno “di rodaggio”, perciò ora cerchiamo di incrementarne la diffusione, in modo da dare sempre più senso all’impresa e raggiungere un maggior numero di ascoltatori. Speriamo poi di incontrare qualche altro collega che si appassioni al progetto e ci dia una mano, nel lavoro di preparazione e validazione dei testi come nella realizzazione di molte idee che abbiamo nel cassetto.

Da ultimo: se la gente volesse incontrarvi, dove vi trova?

Racconteremo “La Teoria della Relatività” presso l’Istituto di Astrofisica e Planetologia Spaziale dell’INAF durante la Notte dei Ricercatori del 27 settembre e replicheremo all’INAF – Osservatorio Astronomico di Roma in una delle sue Serate del Venerdì.

 

Per saperne di più:
web: www.fisicast.it,
iTunes: https://itunes.apple.com/it/podcast/fisicast/id528243219,
canale YouTube: http://www.youtube.com/user/FISICASTpodcast,
articolo su AccaStampato: http://www.accastampato.it/2013/06/fisicast/,
congresso Comunicare Fisica 2012: http://agenda.infn.it/contributionDisplay.py?contribId=49&confId=4955

Fonte: Media INAF | Scritto da Francesco D'Alessio e Marco Castellani