LA STIMA GRAZIE AI DATI DI MRO

Su Marte cadono 200 meteoriti all’anno

Grazie al Mars Reconnaissance Orbiter, un gruppo di ricercatori ha contato e datato i crateri che si sono formati di recente su Marte in seguito a impatti di asteroidi e frammenti di comete. Scoprendo che il numero di meteoriti che cadono ogni anno su tutto il pianeta si aggira attorno ai 200, molto meno di quanto stimato in precedenza.

Le immagini riprese dalla camera HiRISE di MRO rivelano nuovi crateri da impatto formatisi tra il 2010 e il 2011. (Crediti: NASA/JPL-Caltech/MSSS/UA)

Le immagini riprese dalla camera HiRISE di MRO rivelano nuovi crateri da impatto formatisi tra il 2010 e il 2011. (Crediti: NASA/JPL-Caltech/MSSS/UA)

Marte detiene un nuovo record tra i pianeti del Sistema Solare: secondo Alfred McEwen dell’Università dell’Arizona è quello di cui conosciamo meglio la frequenza con cui si formano nuovi crateri da impatto. Questo grazie a un nuovo lavoro scientifico, pubblicato questo mese sulla rivista Icarus, in cui McEwen e colleghi hanno passato al setaccio le immagini ottenute dalla camera HiRISE  (High Resolution Imaging Science Experiment) di cui è equipaggiata la sonda NASA Mars Reconnaissance Orbiter.

Confrontando alcune zone fotografate più volte nel corso dell’ultima decade, i ricercatori sono arrivati a individuare 248 nuovi siti di impatto, ovvero una serie di crateri provocati da meteoriti caduti molto di recente sul Pianeta Rosso. La stima finale degli scienziati è che Marte sia bombardato ogni anno da più di 200 piccoli asteroidi o frammenti di comete, tipicamente tra 1 e 2 metri di diametro, che danno origine a crateri di almeno 4 metri di diametro.

Una pioggia di meteoriti che sulla Terra sarebbe dissolta dall’atmosfera del nostro pianeta, ben più spessa di quella di Marte. Ma anche un bombardamento più leggero di quanto si pensasse. Stime precedenti avevano infatti calcolato valori tra le tre e le dieci volte maggiori, basandosi su studi di crateri lunari e sull’età delle rocce lunari raccolte durante le missioni Apollo della NASA. I valori della frequenza di impatto e della formazione di nuovi crateri sono utili ai ricercatori come metro di misura per una stima dell’età delle superfici esposte, sia di Marte che di altri pianeti.

Per saperne di più:

  • Abstract dell’articolo ed esempi dei crateri sul sito di HiRISE