OSSERVATA VERSO IL CENTRO DELLA GALASSIA

Battesimo con magnetar per SRT

Prima importante osservazione per il Sardinia Radio Telescope, che individua PSR J1745-2900, una stella di neutroni dal campo magnetico particolarmente elevato. Si trova nei pressi del centro della Via Lattea, e forse orbita attorno al buco nero al suo centro.

Il Sardinia Radio Telescope (SRT) esordisce con un importante successo, cogliendo al volo l’opportunità di osservare processi fisici estremi in una “magnetar”, una sottoclasse di stelle di neutroni con campi magnetici oltre 100 volte superiori a quelli tipici osservati nelle normali pulsar (già straordinariamente elevati).

PSR J1745-2900 è una nuova magnetar, osservata recentemente dal satellite Swift come flare a raggi X proveniente dalla direzione della sorgente Sagittarius A* (SgrA*) nel centro galattico e poi confermata come magnetar dal satellite NuSTAR.

 

La regione Sgr A vers il centro galattico. Evidenziata la sorgente SgrA* [Credits: NASA's Chandra X-Ray Observatory])

La regione Sgr A vers il centro galattico. Evidenziata la sorgente SgrA* [Credits: NASA’s Chandra X-Ray Observatory])

L'impulso della magnetar PSR J 1745-2900 osservato da SRT alla frequenza di 7.30 GHz [Credits: Buttu, D'Amico, Egron, Iacolina, Marongiu, Migoni, Pellizzoni, Poppi, Possenti, Trois, Vargiu a nome del team di Validazione Scientifica e Commissioning di SRT]

L’impulso della magnetar PSR J 1745-2900 osservato da SRT alla frequenza di 7.30 GHz [Credits: Buttu, D’Amico, Egron, Iacolina, Marongiu, Migoni, Pellizzoni, Poppi, Possenti, Trois, Vargiu a nome del team di Validazione Scientifica e Commissioning di SRT]

Lunedì 6 maggio la magnetar PSR J1745-2900 è stata individuata nella bada di frequenza radio da SRT, con un impulso il cui periodo coincide con quello individuato nei raggi X (T=3.76 sec). La rilevazione è stata eseguita alle 5.30 locali da un gruppo di astronomi e tecnici dell’INAF OAC, impegnati nella fase di validazione scientifica della strumentazione montata su SRT, e pubblicata come A-TEL (un breve telegramma astronomico che avvisa la comunità scientifica di una importante scoperta) a nome di tutto il Gruppo di Validazione Scientifica e di Commissioning di SRT.

“Si è trattato” – spiega Nichi D’Amico, Direttore del progetto SRT – “di un formidabile gioco di squadra fra chi si è offerto di andare a fare le osservazioni all’alba, in una situazione logistica ancora non perfettamente adeguata, e fra chi ha avuto la pazienza di operare alcune operazioni di filtraggio sui dati, necessarie per mettere in evidenza senza alcun dubbio il segnale che stavamo cercando.”

L’osservazione (effettuata con il ricevitore in banda C alla frequenza centrale di 7.30 GHz, con una larghezza di banda di 730 MHz e un intervallo di campionamento di 40ms) si è confermata cruciale per confermare la controparte radio della magnetar PSR J 1745-2900.

Una prima osservazione di PSR J 1745-2900, infatti, era stata eseguita quasi contemporaneamente nei giorni scorsi dal radiotelescopio di Parkes e dal Green Bank Telescope a basse frequenze radio. Le osservazioni, però, indicavano una misura di dispersione praticamente nulla (tipica di segnali interferenti di origine terrestre). Una seconda possibile detection è stata effettuata successivamente dal radiotelescopio di Effelsberg alla frequenza di 8 GHz: la detection sembrava genuina, ma, come affermato dagli stessi autori nel loro A-TEL, non si poteva escludere la possibilità che il segnale fosse causato da una interferenza radio di origine terrestre.

La detection fatta con SRT (in figura), che presenta un segnale stretto e brillante (con alto rapporto segnale-rumore, circa 14) è perciò di fondamentale importanza. La scoperta dell’impulso di PSR J 1745-2900, infatti, oltre a mostrare le grandi capacità osservative di SRT già nella fase di test e quindi le sue future potenzialità, apre nuovi scenari per la comprensione della struttura e della dinamica della nostra Galassia. La regione in cui è stata trovata, SgrA*, è infatti una importante sorgente di onde radio, molto luminosa e compatta, situata nel centro della Via Lattea e probabile sede di un buco nero supermassiccio.
Se per esempio si dimostrasse che questa magnetar orbita attorno al buco nero, la cosa sarebbe di estremo interesse per gli astrofisici.

 

Guarda su INAF-TV l’intervista a Nichi D’Amico:

httpvh://youtu.be/BhGtXnfwGtg