IN FIAMME IL PIU' GRANDE SCIENCE CENTER ITALIANO

Il rogo di Città della Scienza

Nella notte un incendio distrugge quasi completamente il museo scientifico interattivo nell'area ex Italsider di Bagnoli, a Napoli. Vanno a fuoco dodicimila metri quadrati di strutture espositive. Ancora poco chiare le cause. "Non abbiamo intenzione di chiudere qui", spiega a Media Inaf il direttore di Città della Scienza Luigi Amodio.

INCENDIO A 'CITTA' DELLA SCIENZA' A NAPOLIUn vastissimo incendio ha praticamente distrutto, questa sera, il museo scientifico de la Città della Scienza, uno dei gioielli culturali di Napoli oltre che uno dei suoi più validi attrattori turistici, con una media di 350 mila visitatori l’anno. Ancora ignote le cause, con la sola certezza che non vi sono feriti né vittime.

I danni sono ingentissimi, come ci conferma Luigi Amodio, Direttore de la Città della Scienza: “E’ andato distrutto l’intero museo scientifico interattivo, circa 12,000 metri quadri di aree espositive con i contenuti. L’incendio è scoppiato ieri sera e si è propagato molto velocemente. Siamo in attesa delle indagini da parte di polizia e vigili del fuoco per capire le cause”.

In poche ore è andato in fumo un polo – nato dall’intuizione di Vittorio Silvestrini, presidente della fondazione Idis – che in una dozzina d’anni aveva guadagnato consensi e credibilità, non solo come luogo dove apprendere praticamente le leggi della scienza, grazie a decine di esperimenti pratici e dimostrazioni dal vivo, ma anche come centro congressi, centro di alta formazione, incubatore di imprese.

Il primo embrione del progetto risale agli anni Novanta; nel 2001 l’inaugurazione del vero e proprio museo interattivo, man mano ampliato da successive realizzazioni. Il tutto nello scenario di Bagnoli, il quartiere ex industriale che, conclusa l’era dell’acciaio e dell’Italsider, aveva visto proprio in Città della Scienza il primo simbolo concreto di un progetto di bonifica e di rinascita del quartiere.

“Abbiamo avuto centinaia di migliaia di visitatori, siamo diventati un modello per altre istituzioni, non abbiamo intenzione di chiudere qui” chiarisce Amodio. “Vogliamo continuare il nostro lavoro,  ma dovremo capire dove e quando. Ci sono già delle idee, e potrete seguire sul nostro sito le iniziative per  la ricostruzione”. E su Facebook circola già un appello per raccogliere fondi per ricostruire Città della Scienza.

Ascolta l’intervista a Luigi Amodio, Direttore della Fondazione IDIS – Città della Scienza