IMMAGINI DAL SISTEMA SOLARE

Curiosity fa il primo scatto al buio

Primo set notturno per la fotocamera MAHLI posta sul braccio robotico del rover NASA Curiosity. Una camera con LED a luce bianca che permette di evidenziare i dettagli strutturali della superficie marziana. Non solo ma la luce ultravioletta permette di individuare indizi di fluorescenza che potrebbe essere un indizio di possibile presenza di microrganismi

Immagine notturna di roccia marziana. Potremmo intitolare così l’opera prima, perché di questo di tratta, della Mars Hand Lend Imager (MAHLI) la foto camera che si trova al termine del braccio robotico del rover Curiosity della NASA.

marte superficie

Image credit: NASA/JPL-Caltech/MSSS

Si tratta di un’opera prima perché è parte di un primo set di immagini riprese nella notte marziana. La roccia infatti è illuminata dalla bianca luce dei LEDs (light emitting diodes) e si trova nell’area della “Yellowknife Bay” del cratere di Marte Gale, chiamata “Sayunei”.

L’illuminazione viene da uno dei due gruppi di coppie di LED a luce bianca e permette di mettere in rilievo le caratteristiche strutturali della superficie. Il sito è inoltre vicino alla zona che la settimana prossima Curiosity si appresta a trapanare.

“L’obiettivo di fare delle osservazioni sotto la luce ultravioletta  – dice il Principal Investigator della MAHLI camera, Ken Edgett del Malin Space Science Systems di San Diego – è di verificare la presenza di minerali fluorescenti. Se qualcosa ci apparirà in verde, giallo, arancio o rosso sotto l’illuminazione ultravioletta allora avremo indizi della possibile presenza di fluorescenza.

La fluorescenza, infatti, potrebbe essere un possibile indizio per la presenza di microrganismi.