IL METEORITE DI SUTTER'S MILL

Un impatto da record

Caduto sulla California ad Aprile, il meteorite di Sutter's Mill è al centro di uno studio pubblicato su Science. La sua velocità di caduta sulla Terra è stata la più alta mai registrata, e la sua composizione rivela che è tra i più rari e antichi corpi provenienti dalla parte più esterna della fascia degli asteroidi.

Alcuni frammenti del meteorite di Sutter's Mill (NASA/E. James)

Non era un meteorite qualunque, quello caduto a Sutter’s Mill, in California, il 22 aprile di quest’anno, e analizzato a tempo di record da un team di ricercatori che pubblicano oggi i loro risultati su Science.

La sua discesa era stata avvistata (e anche ripresa, come mostra questo video) da molti osservatori nella zona della Sierra Nevada. Secondo Peter Jenniskens del NASA Ames Research Center e i suoi collaboratori, è avvenuta a una velocità da record. I dati dai radar meteorologici, combinati con immagini e video dell’evento, dicono che è arrivato sulla superficie della Terra a una velocità di 28,6 km/s, la più alta mai registrata. Più interessante ancora della sua velocità è la composizione di questo meteorite, e la sua presunta origine. La maggior parte dei corpi che cadono sulla Terra provengono dalla fascia di asteroidi tra Marte e Giove, ma in questo caso i ricercatori sono riusciti a collocare con grande precisione il suo punto di origine, nella parte più esterna della fascia.

Il meteorite è un raro tipo di condrite carbonacea, composta di materiali che sono tra i più antichi del sistema solare, e secondo i ricercatori si era formato circa 4,5 miliardi di anni fa. Circa 50.000 anni fa si è staccato da un corpo principale, che deve essere stato colpito a sua volta da un asteroide o da una cometa, iniziando così il lungo viaggio che alla fine lo ha portato in California.

“E’ un meteorite speciale, peché porta i segni di molti eventi collisionali e mescolamenti di materiali, cose che non troviamo molto spesso” spiega Denton Ebel, dell’American Museum of Natural History, uno degli autori. “Forse altri campioni analizzati in passato non avevano resistito altrettanto bene al passaggio nell’atmosfera. Oppure finora abbiamo analizzato solo una piccola parte di quello che c’è davvero là fuori perché non abbiamo testimonianze dei meteoriti caduti sulla terra migliaia o milioni di anni fa. C’è ancora molto lavoro da fare per capire cosa succede davvero nella fascia degli asteroidi”.

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