LE IMMAGINI DELLA TELECAMERA HIRISE

Pezzi di Curiosity su Marte

I principali componenti staccatisi dal rover della NASA durante la discesa sono ben visibili in un'immagine ripresa dalla sonda Mars Reconnaissance Orbiter (MRO). Si vedono scudo termico, paracadute e guscio posteriore, nonché il punto di impatto.

La zona dell'atterraggio di Curiosity ripresa da MRO (NASA/JPL-Caltech)

Ecco un’altra sorprendente immagine del rover Curiosity catturata dalla telecamera dell’High Resolution Imaging Science Experiment (HiRISE) sulla sonda Mars Reconnaissance Orbiter. Protagoniste le componenti che lo hanno aiutato a sopravvivere nei suoi sette minuti di discesa sul Gale Crater di Marte. “Quest’ultima immagine è un’altra dimostrazione della preziosa collaborazione fornita a Curiosity dal team di Mars Reconnaissance Orbiter, nonché da quello della missione gemella Mars Odyssey Orbiter” ha dichiarato Mike Watkins, responsabile della missione per il Mars Science Laboratory al Jet Propulsion Laboratory della Nasa a Pasadena, California “L’immagine può fornire importanti informazioni su come queste componenti vitali abbiano funzionato durante l’immissione in atmosfera, la discesa e l’atterraggio, e individua esattamente il sito d’arrivo del rover all’interno del Gale Crater “.

Come si può vedere dall’immagine, Curiosity è al centro; a destra, a circa 1.500 metri di distanza, si trova lo scudo termico che, durante la discesa, ha protetto il rover dalla temperatura di 2100 gradi Celsius. In basso a sinistra, a circa 615 metri di distanza, ci sono il paracadute e il guscio posteriore. In alto a sinistra, a 650 metri di distanza dal rover, si vede una decolorazione della superficie di Marte risultante dall’impatto del modulo Sky Crane sul suolo.

“Questa è solo la prima immagine di Curiosity sulla superficie di Marte catturata da HiRISE e spero che ce ne saranno molte di più” ha detto Sarah Milkovich, scienziata dell’HiRISE al JPL “L’immagine è stata scattata lunedì alle ore 22,30 (ora del Pacifico, ndr), quando MRO era ad un’altitudine di circa 300 chilometri. e ottenendo una risoluzione della superficie fino a 39 centimetri per pixel”.