PER IL LAVORO SVOLTO ALL’INAF DI BOLOGNA SUI GRB

A Frontera il “Grossmann” per l’astrofisica

Il prestigioso riconoscimento è stato assegnato per il contributo alla scoperta degli afterglow ottici dei GRB, e in particolare per lo sviluppo del GRB Monitor di Beppo-SAX, progettato e realizzato negli anni ’90 sotto la guida di Filippo Frontera, presso l’INAF-IASF Bologna.

FIlippo Frontera

C’è anche Filippo Frontera, professore all’Università di Ferrara e associato INAF, fra i quattro ricercatori che domenica primo luglio a Stoccolma, nel corso della giornata inaugurale del 13simo “Marcel Grossmann Meeting” per l’astrofisica relativistica, hanno ricevuto i tre premi “Marcel Grossmann” dell’edizione 2012.

Riconoscimento fra i più prestigiosi nell’ambito della fisica e dell’astrofisica, il “Grossmann” viene assegnato ogni tre anni durante l’omonima serie di meeting, inaugurata nel 1975, per volontà di Remo Ruffini e di Abdus Salam, con lo scopo di confrontarsi sugli sviluppi più recenti e più importanti nel campo della gravitazione e della relatività generale. In passato se lo sono aggiudicati, fra gli altri, premi Nobel e scienziati di fama come lo stesso Abdus Salam, Stephen Hawking, Subrahmanyan Chandrasekhar e Riccardo Giacconi.

Quest’anno la scelta è caduta su Filippo Frontera «per aver guidato», recita la motivazione ufficiale, «la progettazione e la costruzione del Gamma-ray Burst Monitor installato a bordo del satellite BeppoSAX, grazie al quale si è potuti arrivare alla scoperta dei cosiddetti GRB X-ray afterglows e all’identificazione della loro controparte ottica». Gli altri scienziati premiati per l’edizione 2012 sono David Arnett, Vladimir Belinski e Isaak M. Khalatnikov.

«Con questo premio, che fa seguito ad altri prestigiosi riconoscimenti ricevuti da membri del team della missione italiana per l’astrofisica nei raggi X BeppoSAX (quali il “Bruno Rossi Prize” dell’American Astronomical Society, il Premio Cartesio dell’Unione Europea, Il premio Enrico Fermi della Società Italiana di Fisica, lo “Shaw Prize”), viene riconosciuto nello specifico il fondamentale contributo di Filippo Frontera e del gruppo di astronomia X dell’INAF IASF Bologna da lui coordinato al successo di questo satellite, con particolare rilevanza alle eccezionali scoperte sui lampi gamma. È infatti qui nel nostro Istituto», spiega Lorenzo Amati, ricercatore che ha iniziato la propria carriera a IASF Bologna proprio sotto la guida di Frontera, «che, sfruttando l’esperienza accumulata in anni di duro ed entusiasta lavoro di ricercatori e collaboratori tecnici, e in ottima sinergia con l’industria, è stato progettato e realizzato negli anni ‘90 lo strumento per la misura dei raggi X di alta energia di BeppoSAX, inclusivo del GRB Monitor».

«Questo esperimento si è poi rivelato fondamentale per sfruttare l’innovativa configurazione della missione e innescare la sequenza di misure che ha portato alla scoperta della scala di distanze cosmologica e dell’enorme luminosità dei GRB», continua Amati, «permettendo un gigantesco passo avanti nella comprensione di un fenomeno rimasto quasi completamente misterioso fino a fine anni ‘90 e che è di grande rilevanza per diversi campi dell’astrofisica moderna e per la cosmologia. Queste scoperte hanno portato il gruppo di Bologna ad avere un ruolo di leadership internazionale in questo campo, espandendo le proprie ricerche dalle misure X e gamma fino all’ottico e al radio e fornendo agli allora giovani ricercatori del gruppo, come il sottoscritto, un’occasione unica e irripetibile per acquisire visibilità e riconoscimento, e lanciare la propria carriera, nella comunità astrofisica mondiale».

Fonte: Media INAF | Scritto da Marco Malaspina