CID-42 VISTO DA CHANDRA

Lo sfratto del buco nero

Combinando immagini ottiche e in raggi X, i ricercatori scoprono un buco nero espulso dalla propria galassia a causa delle violente onde gravitazionali provocate dalla fusione con un'altra galassia. Potrebbero esserci molti oggetti di questo tipo che vagano, invisibili, nello spazio. Allo studio hanno partecipato ricercatori INAF

Il sistema CID 42 in una combinazione di immagini ottiche e X (NASA/CXC/SAO/F.Civano/STScI)

Uno sfratto cosmico in piena regola. È quello che ha avvistato il satellite Chandra X-ray observatory della NASA studiando una galassia a circa 4 miliardi di anni di distanza da noi. Dove un buco nero supermassiccio viene espulso dalla galassia che lo ospita, sbattuto fuori alla velocità di diversi milioni di chilometri all’ora, probabilmente a causa dello scontro (e fusione) con un altro buco nero che ha provocato violente onde gravitazionali. “Questi dati fanno pensare che le onde gravitazionali – sorta di corrugamenti nello spazio tempo previsti da Albert Einstein ma mai osservati direttamente – possano esercitare una forza potentissima su oggetti di enorme massa come i buchi neri” spiega Francesca Civano dell’Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics, autrice dello studio che sarà pubblicato il 10 giugno su Astrophysical Journal.

Questo peraltro significa che potrebbero esserci molti buchi neri giganti che vagano solitari nello spazio tra le galassie. “Se ci fossero sarebbero invisibili per noi” spiega Laura Blecha, altra autrice dello studio “perché dopo essere stati espulsi dalle loro galassie avrebbero consumato tutto il gas che li circondava”.

I ricercatori avevano iniziato studiando un sistema noto come CID-42, al centro di una galassia lontana appunto 4 miliardi di anni. Grazie al telescopio spaziale Hubble avevano individuato due sorgenti di luce visibile. I dati del Very Large Telescope in Cile hanno poi permesso di capire che essere si allontanano l’una dall’altra a quasi 5 milioni di chilometri orari.

“Lo sfratto di un buco nero –  aggiunge Andrea Comastri dell’INAF – Osservatorio Astronomico di Bologna – è  un evento estremamente raro:  la sorgente  CID 42 è’ una delle quasi tremila sorgenti X rivelate  nella survey COSMOS, una joint venture internazionale che vede una partecipazione molto attiva dei ricercatori INAF”. E dell’INAF – Osservatorio Astronomico di Bologna e anche Roberto Gilli, altro autore della ricerca insieme a Cristian Vignali dell‘Università di Bologna.

Quando la High Resolution Camera di Chandra è stata puntata su CID-42, ha mostrato che una delle due sorgenti emette raggi X. I ricercatori pensano che si tratti appunto del super buco nero creato dalla collisione tra i buchi neri al centro di due galassie che si sono fuse. L’evento avrebbe generato onde gravitazionali abbastanza forti da provocare un “rinculo” che ha spinto il buco nero fuori dalla galassia. L’altra sorgente ottica è probabilmente un ammasso stellare rimasto sul posto, eventualità prevista dai modelli computerizzati che simulano la fusione di buchi neri.