L'INASPETTATO FENOMENO TORNA DOPO OTTO ANNI?

L’Arco di Venere

Nel 2004, nel transito di Venere sul Sole, colse di sorpresa gli astronomi. L'Arco di Venere, un alone luminoso sul bordo del pianeta prodotto dalla luce del Sole rifratta sull'atmosfera venusiana. Ora diventa l'occasione per studiare il pianeta gemello della Terra per dimensioni, distanza dal sole e composizione, ma dall'atmosfera inabitabile per l'uomo.

Tre foto dell'Arco di Venere riprese durante il transito del pianeta sul Sole nel 2004 da un astronomo dilettante francese di Tolosa

Quando lo videro la prima volta gli astronomi furono colti di sorpresa. Il fenomeno era del tutto inaspettato. Ma dopo 8 anni, sono pronti a coglierlo e a studiarlo, grazie al transito di Venere sul Sole.

Si tratta dell’Arco di Venere: “Un brillante e luminoso alone apparso sul bordo di Venere poco dopo che cominciò a muoversi verso il sole” ricorda Jay Pasachoff del Williams College. “Per un breve istante, il pianeta si era trasformato in un anello di fuoco”.

Gli astronomi ebbero poi modo di comprendere quanto fosse successo. Retroilluminata dal Sole, l’atmosfera di Venere, rifrangendo la luce che passava attraverso gli strati superiori della nuvolosa atmosfera del pianeta, aveva creato un arco di luce, visibile sia dai telescopi spaziali che da terra.

Un evento che può essere molto utile, se adeguatamente studiato, per comprendere alcuni dei misteri più profondi del pianeta a noi più simile. Intanto per comprendere pienamente come mai l’atmosfera di quel pianeta “si sia evoluta in maniera così diversa da quella terrestre”, spiega il planetologo Thomas Widemann dell’Osservatorio di Parigi.

Terra e Venere, infatti, hanno distanze simili dal Sole e sembrano fatti dello stesso materiale di base, e sono quasi gemelli in termini di dimensioni. Eppure l’atmosfera dei due pianeti è completamente diversa: l’atmosfera di Venere è quasi 100 volte più massiccia di quella della Terra e consiste principalmente di CO2, anidride carbonica, un gas serra che innalza la temperatura della superficie a quasi 900 ° F. Nubi di acido solforico alte 14 miglia si muovono sul pianeta a 300 km orari. Qualsiasi essere umano finisse in tale inferno finirebbe schiacciato, completamente disidratato e anche probabilmente bruciato.

Sono molti gli interrogativi riguardanti Venere, per i quali è in azione da qualche anno una sonda europea, Venus Express, che ha a bordo strumentazione INAF, come lo spettrografo VIRTIS , di cui è Principal Investigator Giuseppe Piccioni dell’INAF-IAPS di Roma. Tra questi la super-rotazione. Mentre è il pianeta più lento del sistema solare nella sua rotazione, con 243 giorni terrestri, l’atmosfera di Venere ruota in appena 4 giorni terrestri: “Le dinamiche di super-rotazione sono ancora un enigma, nonostante una grande quantità di dati da missioni come Pioneer e Magellan della NASA, della Russa Venera e, come detto, dell’ESA Venus Express”, conclude Widemann.

Grazie all’Arco di Venere si potrà misurare la temperatura e la densità media dell’atmosfera di Venere, o “mesosfera”, là dove si rifrange la luce del sole. Secondo alcuni modelli, la mesosfera sarebbe la chiave per comprendere la ‘fisica’ della super-rotazione.