DA UN ESTREMO ALL’ALTRO DELLO SPETTRO

Fuori ellittica, dentro a spirale

Osservata in infrarosso e in X, grazie ai telescopi spaziali Herschel e XMM-Newton dell’ESA, la galassia gigante Centaurus A mostra una doppia struttura. È probabile che sia l’esito di una collisione cosmica. Sergio Molinari (INAF): «Herschel continua a sorprenderci».

Composizione delle immagini multibanda di Centaurus A. Si vede una chiara correlazione tra le caratteristiche dei jet, osservate alle lunghezze d’onda del lontano infrarosso, e il modo in cui esse interagiscono con l’ambiente circostante, visto in banda ottica con il Very Large Telescope dell’ESO. Crediti: lontano infrarosso: ESA/Herschel/PACS/SPIRE/C.D. Wilson, MacMasterUniversity, Canada; raggi X: ESA/XMM-Newton/EPIC; visibile: telescopio ESO/MPG 2.2-m a La Silla

Centauro di nome e di fatto. Non metà uomo e metà cavallo, come vorrebbe la mitologia greca, ma quasi: un cuore da galassia a spirale in un corpo da galassia ellittica. E al centro, tanto per non farsi mancare nulla, un buco nero supermassiccio intento a sparare onde radio. Così si presenta Centaurus A – nota anche come NGC 5128, la galassia ellittica gigante a noi più vicina, un enorme agglomerato di stelle a 12 milioni di anni luce dalla Terra – agli occhi X e infrarossi dei satelliti ESA Herschel e XMM-Newton.

Il sospetto che Centaurus A, osservata nel 1847 da quello stesso Sir John Herschel che ha dato il nome al telescopio ESA per l’infrarosso, avesse una natura duale non è nuovo: già le osservazioni in banda ottica avevano mostrato la complessità della sua struttura interna. Ma è solo al doppio scrutinio dei due telescopi ESA, situati praticamente agli estremi opposti dello spettro elettromagnetico (Herschel è sensibile ai raggi infrarossi, XMM-Newton ai raggi X), che sono emersi i dettagli di quella che pare essere una sorta di chimera cosmica.

Cosa possa averla generata ce lo spiega Sergio Molinari, ricercatore presso l’Istituto di Astrofisica e Planetologia Spaziali dell’INAF di Roma: «Probabilmente rigenerata da un evento di merging nel recente passato, quella che appare come una galassia ellittica nelle immagini ottiche rivela invece al suo interno una struttura spirale simile alla Via Lattea, che sembra vivere una seconda gioventù con intensi eventi di formazione stellare nelle sue zone centrali. Vengono sorprendentemente rivelati nell’infrarosso anche le sommità dei jets energetici emanati del black hole centrale e già osservati in X da XMM-Newton. Herschel continua a sorprenderci con la sua capacità non solo di scrutare le profondità dei luoghi più densi e freddi dell’Universo, ma anche di rivelare l’impronta infrarossa di eventi altamente energetici».

Per saperne di più, guarda il video dell’ESA: