IL COMMENTO DEL PRESIDENTE DEL COSPAR

EXOMARS: l’ESA confida nella Russia

Dopo il no della NASA alla missione per problemi di budget, l'Agenzia Spaziale Europea ha aperto alla collaborazione della Russia che fornirebbe il lanciatore Proton e nuova strumentazione scientifica. La decisione nella ministeriale ESA di fine anno in Italia. Il commento di Giovanni Bignami, Presidente COSPAR e INAF.

Luce verde per la missione europea su Marte ExoMars, che prevede il lancio di un satellite nel 2016 e un rover destinato a perforare il suolo del pianeta rosso nel 2018. L’Agenzia Spaziale Europea (Esa) va avanti nonostante il no della Nasa, deciso nel febbraio scorso per problemi di budget, e sta discutendo una possibile collaborazione con la Russia.

Nel frattempo la Russia ha dato piena disponibilità a diventare partner della doppia missione. L’accordo deve essere formalizzato e prevede che l’Agenzia Spaziale Russa metta a disposizione della missione ExoMars il lanciatore Proton più della strumentazione scientifica aggiuntiva.

Dopo il no della Nasa, comunque, potrebbe essere necessario rivedere i costi. L’agenzia spaziale americana avrebbe dovuto infatti fornire il rover per la missione del 2018. Al momento del miliardo complessivo previsto per entrambe le missioni, 850 milioni sono finanziati dai Paesi che hanno contribuito alla missione.

È possibile, a quanto si apprende, che la missione possa avere un costo aggiunto di 200 milioni, i cui fondi potrebbero arrivare dal budget generale dell’Esa ma anche dal budget per le missioni scientifiche. Secondo gli esperti il peso scientifico della missione ExoMars promette infatti di aumentare grazie al contributo della Russia, che porterà due strumenti di ricerca in più a bordo della missione del 2016.

Tuttavia sarà la riunione ministeriale dell’Esa in programma in novembre in Italia a decidere sulle modalità per reperire i fondi. Resta comunque aperta la porta alla Nasa per la missione del 2018.

“Sembra incredibile – commenta Giovanni Bignami Presidente del COSPAR (e dell’INAF) – ma dal 1977 (progetto Viking) ad oggi, nessuno strumento atterrato sulla superficie di Marte era dotato di strumenti specificamente dedicati alla ricerca di vita sul pianeta rosso. Neanche la missione NASA attualmente in volo per Marte ne ha. Una ragione in più perchè l’Europa non perda assolutamente l’occasione EXOMARS, che invece è attrezzato per la ricerca di forme di vita, soprattutto esplorando, per la prima, volta il sottosuolo marziano”.

“La NASA ha detto no ad EXOMARS – continua Bignami – ma una collaborazione con la Russia (e un lanciatore Proton) possono essere risolutivi per la missione. Tifiamo perchè EXOMARS vada in porto, anzi in cielo, e che sia fatta in buona parte dall’industria italiana, come del resto previsto fin dall’inizio”.