IMMAGINI DAL SISTEMA SOLARE

Sorvolando i vulcani di Venere

Combinati i dati ottenuti da Venus Express con i rilevi topografici della Magellan per fornire una prova convincente e spettacolare della recente attività vulcanica su Venere.

Venere non è certamente il più ospitale dei pianeti.  Con la sua densissima atmosfera costituita prevalentemente di biossido di carbonio, con i suoi impenetrabili strati di nuvole di acido solforico che causano un fortissimo effetto serra e con una pressione al suolo di 92 volte quella terrestre, Venere non è un posto dove passare le vacanze. Ma è uno dei pianeti più studiati dai ricercatori e molti sono i suoi misteri affrontati negli ultimi decenni, dalle miracolose immagini scattate dalle prime sonde russe atterrate negli anni 60 sulla superficie del pianeta, fino alle recenti missioni internazionali.

Uno di questi misteri scientifici riguarda senza dubbio l’attività vulcanica del pianeta. Si pensa che i vulcani dovrebbero aver rimodellato la superficie di Venere, oggi molto liscia e con un numero sorprendentemente basso di crateri da impatto. Ma solo molto recentemente sono state identificate prove di attività vulcanica recente sul pianeta Venere.

Guarda un filmato del Vulcano Idunn di Venere. Missioni: Venus Express e Magellan. Crediti: NASA/JPL-Caltech/ESA:

In questo filmato, rilasciato nell’agosto del 2010, è inquadrato il vulcano Idunn Mons, nella regione venusiana Imdr. Il vulcano ha un diametro di circa 200 chilometri e la sua cima si alza a circa 2.5 chilometri sopra le pianure che lo circondano.

Il filmato è stato realizzato grazie ad una collaborazione di vari strumenti e missioni.  I dati topografici necessari per modellare la superficie sono derivati dalla missione  Magellan della NASA. Nel filmato, la mappa topografica è realizzata con una esagerazione verticale di 30 volte. Questo vuol dire che le distanze verticali sono state moltiplicate per un fattore 30 in modo da far risaltare la topografia della zona, altrimenti molto piatta.

Ma questo filmato del sorvolo del vulcano Idunn contiene molte informazioni aggiuntive, come la conformaizone del terreno. I dati del radar della Magellan  sono stati usati per dedurre informazioni sulle asperità del terreno, visibili in tutta la prima parte del filmato. Le aree che appaiono più chiare sono zone con superfici che presentano asperità e angoli netti (solo vicino alla sommità del vulcano) mentre le zone più scure, sono superfici dalla conformazione più dolce, caratteristiche di una colata lavica.

Nella parte finale del filmato, infine, compare una mappa a colori realizzata con i dati dello strumento VIRTIS (Visible and Infrared Thermal Imaging Spectrometer), uno spettrometro realizzato dall’INAF attualmente in volo a bordo della missione ESA Venus Express. I dati, raccolti da maggio 2006 fino alla fine del 2007, sono strettamente collegati alla temperatura e vanno dal rosso della sommità del vulcano, corrispondente a una zona più calda, fino al violetto caratteristico delle zone più fredde. In altre parole, oltre a rendere l’emozione che la solitaria sonda Magellan può aver provato effettuando questo sorvolo del Vulcano Idunn, il filmato è l’analogo di un “pistola fumante”, una evidente traccia di attività vulcanica recente sulla superficie del pianeta Venere.

La rubrica “Immagini dal Sistema Solareè a cura della Southern Europe Regional Planetary Imaging Facility (SRPIF), la Fototeca NASA ospitata presso gli Istituti INAF IASFIFSI di Roma (presto IAPS Roma), con la collaborazione delloSpace Photography Laboratory (SPL), la Fototeca dell’Università dell’Arizona.