PROBLEMI DI VISTA

Gli occhiali nel cosmo non bastano

Gli astronauti con mesi di permanenza nello spazio possono soffrire di annebbiamenti alla vista. Un nuovo studio dimostra che il disturbo non sarebbe momentaneo e non può essere risolto solo con un paio di occhiali.

Anche la vista può risentire di lunghe permanenze nello spazio. Lo dimostra uno studio finanziato dalla NASA e guidato da un gruppo di ricercatori esperti in oftamologia che hanno esaminato sette astronauti con almeno sei mesi continuati in orbita. Sette astronauti scelti non a caso: tutti avevano dichiarato di aver sperimentato episodi di offuscamento della vista dopo poche settimane dall’inizio della missione, in alcuni casi continuando a risentire di questi disturbi anche nei mesi successivi al rientro a terra.

Come spiegano su un articolo pubblicato sulla rivista Ophthalmology, i ricercatori hanno visitato con cura i sette pazienti, riscontrando dei cambiamenti effettivi nei loro occhi come ad esempio un appiattimento della regione posteriore e un eccesso di liquido. Probabilmente queste variazioni sono dovute al diverso modo in cui i fluidi scorrono verso la testa in condizioni di bassa gravità, anche se stranamente gli astronauti non hanno risentito di altri effetti legati a tale stato, quali ronzio nelle orecchie e mal di testa.

Lo studio va ad aggiungersi a un recente rapporto della NASA sui problemi fisici riscontrati da un campione di 300 astronauti: tra chi proveniva da missioni di breve durata, il 23% aveva riscontrato problemi alla vista, una percentuale che saliva al 48% quando si passava agli astronauti di missioni di lunga durata. Non si è trattato di risultati inattesi: che vi fosse un legame tra la vista e le condizioni di bassa gravità era noto da decenni, al punto che da tempo capsule e navette sono dotate di occhiali correttivi pronti per l’uso in caso di necessità. Ma lo studio degli oftamologi rivela che i disturbi sono dovuti non a una situazione momenta quanto a concrete variazioni dell’occhio, con conseguenze sulla vista molto più prolungate nel tempo di quanto si era valutato. Il problema è quindi complesso e in prospettiva di permanenze nello spazio più lunghe delle attuali, come nel caso della eventuale missione umana su Marte la cui durata totale si aggirerebbe sui tre anni, non può più essere risolto solo con un paio di occhiali.