IL CASO DEL PIANETA COROT-2B

Vicinanza fatale

Un pianeta extrasolare dal destino segnato e una stella che è meno giovane di quel che sembra. È lo scenario che emerge dall'analisi dei dati ottenuti dal telescopio orbitante Chandra e dal Very Large Telescope.

Quando si studiano i pianeti extrasolari non c’è rischio di annoiarsi, visto che è possibile imbattersi in casi molto particolari. Quello di CoRoT-2b è solo l’ultimo di una lunga lista di stranezze cosmiche. Si tratta di un pianeta gigante gassoso, la cui massa è circa tre volte quella del nostro Giove. Gira intorno alla propria stella su un’orbita molto stretta, a una distanza media pari ad appena dieci volte quella che separa la Terra dalla Luna: il tutto avviene nelle vicinanze del Sistema solare, a circa 880 anni luce di distanza. Fin qui niente di eccezionalmente strano, se non fosse che la stella sta bombardando CoRoT-2b con radiazione ad alta energia, 100’000 volte più intensa di quella che la Terra riceve dal Sole.

È lo scenario che emerge dai dati raccolti da Chandra, telescopio orbitante ai raggi X, della NASA, e dal Very Large Telscope (VLT), dello European Southern Observatory, in Cile. Ovviamente questa doccia di radiazioni non è affatto salutare, si ipotizza che provochi l’evaporazione della materia che compone CoRoT-2b e che lo faccia a un ritmo serrato: ben 5 milioni di tonnellate al secondo. La stella sta friggendo il proprio pianeta, consumandolo, ma secondo i ricercatori potrebbe essere proprio CoRoT-2b il responsabile di questa situazione a dir poco estrema.

Questo sistema, scoperto nel 2008 dal satellite CoRoT, dell’ESA, si sarebbe formato fra i 100 e i 300 milioni di anni fa: la stella avrebbe quindi una “certa età” ma a giudicare dalla sua intensa attività magnetica, responsabile dell’intensa produzione di energia, esibisce il comportamento tipico delle stelle più giovani. Il sospetto è che sia il suo pianeta che, ruotandole così vicino, la influenzi, obbligandola in un certo senso a mantenersi giovane e energetica. CoRoT-2b, in altre parole, farebbe aumentare la velocità di rotazione della stella e manterrebbe attivi i suoi campi magnetici. Così facendo questo gigante gassoso gioca decisamente a proprio sfavore ma, come recita un vecchio adagio, chi è causa del suo mal pianga sé stesso.