IN VIAGGIO LE SONDE GEMELLE DELLA NASA

La Luna ha le sue GRAIL

Sono partite sabato a bordo di un vettore Delta dalla base USA di Cape Canaveral le sonde gemelle della NASA con l'obiettivo della mappatura interna ed esterna della Luna. Per Enrico Flamini coordinatore scientifico dell'ASI: "La Luna contiene la memoria del nostro sistema solare".

La NASA, dopo due rinvii, ha finalmente lanciato le due sonde gemelle GRAIL (Gravity Recovery and Interior Laboratory) per mappare il nucleo interno della luna. Il lancio è avvenuto, alle 9.08 ora locale (15.08 in Italia) con un razzo Delta II dalla base di Cape Canaveral e la missione delle sonde durerà circa nove mesi. Questo il tempo necessario per effettuare le misurazioni gravitazionali che dovrebbero rilevare la distribuzione della massa, lo spessore e al composizione degli strati interni della Luna.

“Siamo sulla buona strada e le prime indicazioni mostrano che tutto sta andando bene”, ha detto David Lehman, project manager della NASA per il GRAIL.

Obiettivo della missione è raccogliere nuovi dati sulla struttura interna della Luna orbitando intorno ad essa per nove mesi. Le due sonde gemelle, chiamate GRAIL-A e Grail-B, sono state integrate sul lanciatore Delta II. Per arrivare nell’orbita lunare, dopo aver percorso oltre 4 milioni di chilometri, impiegheranno tre mesi e mezzo. Una volta a destinazione “‘si cercheranno” emettendo un radiosegnale che permetterà di definire con precisione la distanza che le separa.

I ricercatori si aspettano che le differenze regionali nella gravità lunare possano avere effetti sulla distanza tra le due sonde, aumentandola, o riducendola. I dati permetteranno sia di avere la prima misura esatta del campo gravitazionale della Luna, sia di comprendere com’è fatto l’interno della Luna. “La missione GRAIL permetterà di scoprire molti aspetti ancora misteriosi della Luna e ci aiuterà a comprendere la sua storia, accanto alla storia della Terra e degli altri pianeti del Sistema Solare”, ha osservato la responsabile scientifica della missione, Maria Zuber, del Massachusetts Institute of Technology (Mit).

A Enrico Flamini, coordinatore scientifico dell’ASI, abbiamo chiesto il motivo di questo rinato interesse scientifico per il nostro satellite:”Dal punto di vista scintifico ci sono ancora degli aspetti che non conosciamo bene. La Luna è veramente una costola della Terra o ha altra origine? Certo è che il nostra satellite ha preservato la storia della fomazione del nostro sistema solare, 4 miliardi e mezzo di anni fa. E infine – conclude Flamini – è vicina a noi e questo rappresenta un vantaggio per gli scienziati”.

Enrico Flamini a Storie dall’Astromondo sulla missione GRAIL