UNO STUDIO DELL'ISTITUTO WEIZMANN

Le distanze cosmiche contano sulle Supernovae

Le esplosioni delle supernovae Ia sono una forma di misura standard per la difficile misurazione delle distanze cosmiche. Più è brillante, tanto più è vicina. Ma questo tipo di supernova esplode sempre allo stesso modo? e ha un comportamento sempre uguale?

Ma le supernovae esplodono tutte in modo eguale? La domanda è tutt’altro che peregrina, perché in un ambito così complesso e difficile come la misurazione delle distanze cosmiche, le esplosioni delle supernovae di classe Ia, rappresentano un modello standard per la misurazione delle distanze.

Infatti quando si tratta di altre galassie o di parti remote della nostra stessa galassia, la Via Lattea, la misurazione delle distanze avviene attraverso valutazioni date da indizi indiretti. Tra queste le supernovae la cui esplosione è estremamente luminosa. La distanza di una supernovae di tipo particolare, la Ia, può essere calcolata sulla base della sua luminosità: tanto più brillante appare tanto più è vicina.

Ed è stato proprio grazie alle supernovae Ia che gli astronomi hanno compreso che l’universo si sta espandendo ad un ritmo accelerato suggerendo che l’universo sia permeato di una misteriosa energia oscura.

Tutti questi calcoli partono da una premessa, che le esplosioni di supernovae Ia siano tutte eguali. Ma lo sono davvero?

L’ipotesi è che la supernovae di tipo Ia nasca quando una stella particolarmente densa, una nana bianca, riceve massa da una stella donatrice vicina, fino a provocarne l’esplosione. Un nuovo studio riportato su Science e condotto da ricercatori dell’Istituto Weizmann, ha acquisito conoscenze importanti sulla natura della massa delle “donatrici” Lo studio è stato eseguito dal Dr. Avishay Gal-Yam e dal Dr. Assaf Sternberg Weizmann del Dipartimento di fisica delle particelle e di astrofisica, in collaborazione con scienziati provenienti da più di una dozzina di centri di ricerca di Stati Uniti, Europa e Australia.

I ricercatori hanno rivelato che in circa un quarto dei casi presenti nelle galassie a spirale, ma forse di più, la stella compagna che “dona” per la sua massa della nana bianca è probabilmente una stella di medie dimensioni, in gran parte simile al nostro Sole.

I ricercatori sono giunti a questa conclusione analizzando la fuoriuscita di gas, tipico delle stelle simili al Sole, osservato durante la “donazione” della massa. Questi risultati rappresentano un importante passo avanti verso la determinazione della natura di tutti i ‘donatori’ stellari, con l’obiettivo finale di stabilire se le supernovae si evolvono ovunque nello stesso modo, mantenendo la stessa luminosità nelle varie fasi.

Comprendere la loro evoluzione, a sua volta, può migliorare notevolmente la capacità di misurare le distanze in tutto il cosmo, la mappa della sua evoluzione e la sua geometria.

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