MISSIONE CONCLUSA PER IL ROVER MARZIANO

Bye, Bye Spirit!

Dopo oltre sette anni dal suo arrivo su Marte e dopo circa 14 mesi di silenzio radio, per il rover Spirit l'avventura è finita. effettuati gli ultimi tentativi di ripristinare i contatti, la NASA ha messo la parola fine su una missione che si è prolungata molto oltre i tempi inizialmente stabiliti.

Il 25 maggio 2011, la NASA ha dichiarato ufficialmente conclusa una delle missioni più riuscite di sempre, quella del rover Spirit, l’esploratore robotico approdato su Marte nel 2004.

Stando ai piani iniziali dell’agenzia americana, l’impresa di questo robot con le ruote (come pure quella del suo gemello Opportunity, ancora operativo) avrebbe dovuto durare soltanto tre mesi, ma le cose sono andate meglio del previsto e i mesi sono diventati anni, ben sei per Spirit.

Il rover ha continuato a inviare dati preziosi anche dopo essere stato costretto  a fermarsi, bloccato in una sorta di trappola di sabbia, dalla quale né le sue ruote né tutta la pazienza dei tecnici a terra, sono riuscite a liberarlo. In queste condizioni era difficile guardare con ottimismo al futuro. Immobilizzato  in un punto poco ideale per affrontare l’inverno marziano, poco esposto alla debole luce del Sole che avrebbe garantito l’energia minima, necessaria per potere successivamente risvegliarsi, Spirit aveva scarse speranze di riprendere le comunicazioni con la Terra.

L’ultimo contatto si è avuto il 22 marzo 2010 quando l’inverno, su Marte, era alle porte. La NASA ha preferito aspettare la primavera prima di riprovare, nella speranza che i pannelli solari riuscissero a raccogliere l’energia sufficiente a rispondere. Ma non è stato così: tutti i tentativi di ristabilire i contatti si sono dimostrati vani, dal rover intrappolato non si è più ricevuto nemmeno un beep. Il 25 maggio, dopo un’ultima chiamata senza risposta, la NASA ha annunciato la fine della missione. Ora le operazioni saranno concentrate sul meno sfortunato Opportunity, gemello di Spirit, per il quale l’avventura continua.

Nel corso della sua carriera su Marte, Spirit ha percorso in tutto quasi 8 Km ed è stato il primo esploratore spaziale a scalare e raggiungere la vetta della collina di un altro pianeta, la Husband Hill. Non sono mancati gli incidenti di percorso: nel 2006 una delle ruote, l’anteriore destra, si bloccò dovendo così essere trascinata. Questo inconveniente, tuttavia, si rivelò provvidenziale, perché favorì, nel 2007, una delle scoperte più importanti di Spirit. Durante una manovra di retromarcia, il solco prodotto dalla ruota mise in evidenza del suolo biancastro che fu possibile analizzare grazie alla strumentazione del rover. Si trattava di depositi di silice, testimonianza che un tempo quella particolare regione di Marte, doveva essere stata geologicamente attiva con la presenza di soffioni e getti di vapore bollente.

La missione di Spirit è conclusa, ma non lo è il lavoro di analisi sulla enorme quantità di dati che ha inviato in questi anni, quella preziosa miniera di informazioni che ha reso un vero successo la sua impresa.