ANIMAZIONE DELL'ASTEROIDE REALIZZATA DAL DLR

Vesta: ecco il trailer in 3D

L’appuntamento della sonda Dawn con l’asteroide, uno fra gli oggetti più antichi del Sistema solare, è per l’estate prossima. Ma è già disponibile un’animazione in 3D della sua superficie. Coradini: «Grazie al motore ionico, stiamo correndo un po’ più del previsto: potremmo raggiungerlo entro la fine di giugno».

Dawn in orbita attorno a Vesta (crediti: NASA/JPL)

Proprio come un film. L’incontro fra la sonda della NASA Dawn e l’asteroide Vesta, in programma per l’estate prossima, è anticipato da un “prossimamente al cinema”. E visto che l’ultima tendenza è il 3D, anche l’animazione appena rilasciata dai ricercatori tedeschi del DLR (Deutsches Zentrum für Luft- und Raumfahrt) è di quelle che sembra di toccarle: un assaggio a tutto tondo della superficie di uno fra i più antichi oggetti del Sistema solare.

Certo lo scopo, in questo caso, non è tanto stuzzicare la curiosità del pubblico, quanto mettere alla prova il complesso software di analisi d’immagini stereo della missione. «In realtà, lo abbiamo già usato per la Luna, per Marte e per Mercurio», spiega Thomas Roatsch, del DLR, responsabile per l’elaborazione 3D delle immagini di Vesta, «ma ogni missione ha le sue particolarità». In ogni caso, il risultato, come potete vedere nell’animazione qui sotto, è spettacolare. L’asteroide presenta una forma irregolare, con una protuberanza al Polo Sud e numerosi crateri da impatto. Un autentico dinosauro spaziale, pronto a raccontarci come doveva essere il Sistema solare alle origini: il corpo di Vesta, infatti, dovrebbe essere rimasto pressoché inalterato dall’epoca della sua formazione, 4.6 miliardi di anni fa.

Un corpo del quale alcuni frammenti potrebbero essere già qui fra noi, sulla Terra. Arrivati sotto forma di meteoriti direttamente dalla fascia degli asteroidi, la zona compresa fra le orbite di Marte e Giove. Un’ipotesi suggestiva, che gli astronomi non vedono l’ora di verificare. Proprio per questo hanno dotato la sonda Dawn di ben tre strumenti: una camera ottica, un rivelatore di raggi gamma e neutroni e VIR-MS (Visibile-IR Mapping Spectrometer), uno spettrometro ad immagine, operante nel visibile e nel vicino infrarosso, la cui responsabile è Angioletta Coradini, direttore dell’INAF-IFSI di Roma. L’abbiamo raggiunta al telefono per sapere come sta procedendo la missione.

Ormai mancano pochi mesi. Siete pronti per l’incontro con Vesta?

Siamo pronti ed eccitati, perché è una grande novità: osserveremo per la prima volta qualcosa che ci porta indietro all’epoca in cui Giove si stava formando. E questa è una cosa assolutamente nuova. Lo dice lo stesso nome della missione, dawn: vuol dire “alba”. Studiando questo asteroide, noi andiamo all’alba del Sistema solare. La sua crosta si è differenziata in una fase così primordiale da permetterci di cercare su di esso il record di processi che ormai sono estinti.

Un oggetto antichissimo, forse il più antico con il quale siamo mai entrati in contatto, no?

Immagino di sì. Anche perché il motivo per cui è così interessante, questa missione, per quello che riguarda Vesta, è che esistono dei meteoriti, che si chiamano HED (Howardite-Eucrite-Diogenite), il cui spettro somiglia a quello dell’asteroide. Noi, con il nostro spettrometro, saremo in grado di dire, effettivamente, se questi meteoriti provengono da Vesta o meno. E questo significa che noi amplieremmo il patrimonio dei campioni riportati sulla Terra di un grande numero, perché gli HED non sono pochi.

Ha già visto l’animazione 3D dei tedeschi del DLR?

Sì, loro sono molto bravi in questo. Hanno imparato a fare tutto ciò con la telecamera di Marte, quella ad alta risoluzione. Spero che ci aiutino anche nel fare una restituzione tridimensionale dei nostri dati.

In effetti il livello di dettagli sembra notevole. Non è che così ci hanno già raccontato la fine del film?

Ma no, sicuramente no. È fatto bene, loro sono bravissimi, ma quello non è Vesta. È un modo con cui poi i dati veri saranno presentati, il che per noi è un grande aiuto.

L’appuntamento con l’asteroide è comunque confermato per l’estate prossima?

Sì, per l’estate. E siccome andiamo più veloci di quanto credessimo – perché questa è una missione molto particolare anche dal punto di vista tecnologico, ha un motore a ioni – eravamo partiti con l’ipotesi di arrivare in settembre, ma in realtà potremmo esser lì già a giugno. Non essendo legati in modo così stringente alla meccanica celeste, corriamo un po’ di più di quanto avevamo previsto.

Ascolta l’intervista integrale ad Angioletta Coradini

GUARDA L’ANIMAZIONE DI VESTA IN 3D (crediti: Deutsches Zentrum für Luft- und Raumfahrt)

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