HERSCHEL INDAGA NELLE GALASSIE DELLA VERGINE

Il mistero della polvere scomparsa

Nelle galassie ellittiche del gigantesco ammasso, a 55 milioni di anni luce, è sparita la polvere che permea lo spazio interstellare. Dov'è andata a finire? Un gruppo di ricercatori, tra cui molti dell'INAF, conosce la risposta. Grazie ai dati del satellite Herschel.

A sinistra, l'immagine di una galassia a spirale nell'ottico (sopra) e nell'infrarosso (sotto). A destra, il confronto ottico e infrarosso in una galassia ellittica. Mentre la prima risulta brillante al telescopio Herschel per la presenza di polvere, la seconda è trasparente perché la polvere è quasi assente. Crediti per le immagini nell'ottico: The Sloan Digital Sky Survey

In alcune zone del gigantesco ammasso della Vergine – un agglomerato di almeno 2.500 galassie distante 55 milioni di anni luce – è sparita la polvere. Non c’è traccia dei granelli che permeano lo spazio tra le stelle, ingrediente fondamentale per la formazione di nuovi soli. Un misterioso “aspirapolvere cosmico” sembra aver ripulito le galassie ellittiche, già note per avere un bassissimo tasso di formazione di nuove stelle. Cos’è successo?

Un gruppo internazionale di ricercatori, molti dei quali italiani e dell’INAF, ha risolto il caso, sfruttando i dati raccolti dal telescopio spaziale Herschel dell’ESA. Il satellite ha iniziato a mappare l’emissione infrarossa della polvere fredda, -250 °C sotto zero, di questo enorme ammasso (finora è stato completato il 6 per cento del lavoro). Subito è balzata agli occhi la differenza tra le galassie a spirale, che stanno formando nuove stelle, e le galassie ellittiche, in cui sono presenti stelle più antiche. Le prime appaiono brillanti anche a Herschel, proprio per la presenza di polvere, mentre le seconde no. Eppure, qualcosa non torna e i ricercatori si sono insospettiti.

Infatti un altro telescopio infrarosso, lo Spitzer della NASA, aveva scoperto che in queste galassie ellittiche la polvere viene continuamente prodotta e immessa nello spazio interstellare dalle giganti rosse, simili per massa al nostro Sole e molto numerose. Queste stelle, giunte alla fine del loro processo evolutivo, si espandono e perdono gli strati esterni composti di gas e polveri.

Dove va a finire tutta quella polvere rilasciata, che poi misteriosamente sparisce? Si disintegra. Lo studio, apparso su un numero speciale di “Astronomy and Astrophysics”, dedicato ai primi risultati scientifici di Herschel, spiega che il destino di questi granelli, prodotti a ciclo continuo, è segnato. Non sopravvivono più di 50 milioni di anni, un tempo molto piccolo se paragonato alle scale temporali dei processi cosmici. “Il motivo di questa breve esistenza sarebbe dovuto agli urti con il gas caldo che permea le galassie, urti che disintegrerebbero le particelle fino a farle sparire”, spiega Marcel Clemens, primo autore della ricerca, attualmente all’Osservatorio Astronomico di Padova dell’INAF.

La ricerca, alla quale hanno collaborato INAF-OA Arcetri, OA Padova e IASF di Roma, spiega anche il motivo per cui nelle galassie ellittiche non nascono più stelle. Non ci sono i “mattoni”  per fabbricarle.

Leggi il comunicato stampa Il mistero della polvere mancante nelle Galassie della Vergine

Ascolta l’intervista a Maria Cristina Falvella (ASI) su Herschel a Storie dell’astromondo