LE ANALISI DELLE SONDE ESA E NASA

L’acqua che fu di Marte

Sul Pianeta Rosso un tempo era presente acqua liquida che bagnava ampie aree del pianeta. Sono le conclusioni di uno studio su Science

Nel passato di Marte possono esserci state condizioni favorevoli alla vita.  Sono le conclusioni degli ultimi studi su minerali presenti all’interno di alcuni crateri del Pianeta Rosso, condotti da sonde europee e statunitensi.  I risultati, apparsi sulla rivista Science, mostrano come l’acqua allo stato liquido fosse presente su ampie aree della superficie del pianeta, non solo nelle regioni meridionali, ma anche al di sotto delle pianure dell’emisfero settentrionale.

Mars Express e Mars Reconnaissance Orbiter, rispettivamente dell’Agenzia Spaziale Europea e della NASA, hanno scoperto la presenza di minerali composti da silicati idrati nelle pianure settentrionali di Marte, un segnale inequivocabile che un tempo in quelle zone scorreva acqua.

La missione europea,  a cui l’INAF ha contribuito con gli strumenti PFS e VNIR, ha partecipato al sensore ASPERA ed è coinvolta nell’analisi dei dati del radar MARSIS,  aveva già scoperto nell’emisfero meridionale migliaia di piccoli affioramenti di rocce dove i minerali risultano alterati dall’interazione con l’acqua. Molti di questi sono presenti sotto forma di minerali argillosi idrati, i cosiddetti fillosilicati,  e indicano che quelle zone erano un tempo molto più calde e umide di oggi.

Tuttavia, fino a questa settimana, siti analoghi non erano mai stati avvistati nell’emisfero settentrionale del pianeta. I primi indizi che potessero esserci rocce contaminate da acqua anche lì sono stati forniti dal sensore OMEGA a bordo di Mars Express ma gli affioramenti identificati erano troppo piccoli per confermare la presenza di acqua. Così, sono stati utilizzati dati ad alta risoluzione raccolti da un sensore di Mars Reconnaissance Orbiter, concentrando l’attenzione su 91 crateri prodotti dall’impatto di asteroidi. L’impatto ha scavato la superficie del pianeta per parecchi chilometri, portando in superficie materiale della crosta primordiale del pianeta. In almeno 9 di queste enormi voragini sono stati individuati fillosilicati o altri minerali idrati, rocce identiche per composizione a quelle già scoperte nel’emisfero meridionale.

“Oggi possiamo dire che la superficie di Marte è stata profondamente alterata da acqua allo stato liquido più di 4 miliardi di anni fa” dice John Carter dell’Università di Parigi, primo autore dell’articolo che descrive la scoperta .

Questi risultati sono molto importanti per ricostruire la storia geologica del Pianeta rosso e indicano la concreta possibilità che su di esso possano esserci state in passato condizioni favorevoli per l’evoluzione di forme di vita primitive.