SI SONO ALLONTANATI DA DIMORPHOS A VELOCITÀ FINO A 52 METRI AL SECONDO

Dart: dopo l’impatto, grande espulsione di massi

Grazie alle immagini raccolte in situ da LiciaCube è stato possibile confermare che l’energia cinetica trasferita a Dimorphos dai materiali espulsi a seguito dell’impatto guidato dell’impattatore con l’asteroide «è stata sostanzialmente maggiore di quella trasferita dallo stesso Dart durante l’impatto», dice Elisabetta Dotto, coordinatrice scientifica di LiciaCube e coautrice dello studio pubblicato su Psj

IMMAGINE ASTRONOMICA DEL GIORNO DEL 9 LUGLIO 2025

Mancava la nebulosa Trifida fra le Apod

L’autore dell’Apod di ieri, mercoledì 9 luglio, è Alessandro Cipolat Bares, astrofotografo che vive e osserva il cielo dalla Valle d’Aosta. Il soggetto è la Nebulosa Trifida, una regione di formazione stellare della nostra galassia a circa cinquemila anni luce dalla Terra, immortalata sotto i cieli della Namibia durante un viaggio astronomico dell’autore

I TRANSIENTI X VELOCI POTREBBERO ESSERE LAMPI GAMMA FALLITI

Volevo essere un Grb, non sono altro che un Fxt

All’origine d’un fast X-ray transient (Fxt) parrebbe esserci un aspirante lampo di raggi gamma (Grb) che ha fatto flop, soffocato dagli strati esterni d’una stella massiccia in esplosione. La scoperta grazie all’osservazione con l’Einstein Probe del transiente X veloce Ep 250108A e al successivo follow-up con i telescopi Gemini e Soar

LO STUDIO SU THE ASTROPHYSICAL JOURNAL

Webb scruta le polveri delle stelle di Wolf-Rayet

Utilizzando lo strumento Miri di Jwst, un gruppo internazionale di ricercatori ha rivelato l’esistenza di gusci concentrici di polvere attorno a quattro stelle di Wolf-Rayet in sistemi binari. L’età delle polveri è stimata attorno a qualche centinaia di anni. Ciò significa che la polvere può sopravvivere nel difficile ambiente stellare e che bisogna tenerne conto nelle stime del contenuto totale di polvere nelle galassie

L’IPOTESI È SUPPORTATA DA VENT’ANNI DI DATI SULLE BAO

Il grande vuoto che allenta la tensione

Secondo due astronomi britannici, la Terra si trova all’interno di un enorme vuoto cosmico. Una specie di bolla dell’ordine di un miliardo di anni luce di raggio e con una densità circa il venti per cento inferiore alla media, all’interno della quale la velocità di espansione è maggiore che all’esterno. Per questo motivo, la loro ipotesi potrebbe risolvere la tensione di Hubble. Tutti i dettagli su Mnras

PRODUCE OGNI SEI MESI UNA MAPPA “ALL-SKY”

Tutto il cielo in infrarosso con Spherex

La missione Spherex della Nasa, lanciata lo scorso marzo, mapperà l’intero cielo in 102 lunghezze d’onda nell’infrarosso, raccogliendo informazioni su milioni di oggetti cosmici. E ha ora iniziato a rendere pubblici i dati raccolti: aggiornati settimanalmente e accessibili a chiunque, permetteranno studi sull’universo primordiale, le molecole organiche, l’acqua ghiacciata e l’evoluzione cosmica

LO STUDIO È PUBBLICATO SU JOURNAL OF COSMOLOGY AND ASTROPARTICLE PHYSICS

A caccia di nane oscure nel cuore della Via Lattea

Se esistono, sono fatte di Wimp. O di particelle di materia oscura altrettanto massicce. Dovrebbe essere più facile trovarle là dove la materia oscura è più abbondante, per esempio nei pressi del nucleo della nostra galassia. E c’è un modo per distinguerle dalle normali nane brune: la presenza del litio. A descrivere questi oggetti substellari è uno studio guidato da Djuna Croon della Durham University