ANALISI DEI TIDAL DISRUPTION EVENTS (TDE) DI AT 2022DBL

La stella che sfidò il buco nero due volte

Un evento di distruzione mareale rarissimo è stato osservato da un team internazionale: una stella è sopravvissuta a un incontro ravvicinato con un buco nero supermassiccio ed è tornata a farsi vedere sulla “scena del crimine” due anni dopo. Una scoperta che mette in discussione ciò che credevamo di sapere su questi eventi estremi. Lo studio è stato pubblicato su The Astrophysical Journal Letters

LA REGIONE ANALIZZATA È QUELLA DEL CELEBRE SCATTO “EARTHRISE”

In attesa di Giove, Rime passa il test lunare

Durante il flyby Terra-Luna dell’agosto 2023, la sonda Juice ha testato per la prima volta tutti i suoi strumenti, compreso il radar Rime. Il risultato è un radargramma dettagliato della superficie lunare, ottenuto grazie a otto minuti di osservazione in completa solitudine, in ottimo accordo con i dati altimetrici della Nasa.

OSSERVATA LA PRIMA EVIDENZA DI VIOLAZIONE DI SIMMETRIA CP NEI BARIONI

Al Cern, la materia prevale sull’antimateria

L’esperimento Lhcb, al Cern, ha rivelato un’asimmetria fondamentale nel comportamento di particolari barioni chiamati lambda-b. L’analisi di 80mila collisioni fra protoni ha mostrato che il decadimento delle particelle lambda-b sarebbe un poco più probabile del decadimento delle loro antiparticelle: un risultato fondamentale per capire come mai la materia abbia prevalso sull’antimateria dopo il big bang

LA NUBE G165 È COMPOSTA DA MEZZO NEUTRO CALDO

Forze che plasmano le nubi interstellari

Grazie all’eccezionale risoluzione del radiotelescopio cinese Fast, un gruppo di astronomi ha scoperto una rete intricata di filamenti inaspettatamente complessa e dinamica all’interno di G165, una nube di idrogeno atomico che si muove nello spazio a circa 300 chilometri al secondo. A plasmare la nube interstellare non sarebbe la gravità bensì turbolenza supersonica e magnetismo. I dettagli su Nature Astronomy

OSSERVATO A 440 ANNI LUCE DA NOI ANCORA IMMERSO NEL DISCO PROGENITORE

Protopianeta in posa nella polvere

Per la prima volta potrebbe essere stato osservato in modo diretto un pianeta in formazione all’interno di una spirale del disco protoplanetario attorno alla stella Hd 135344B. Ad acquisire le immagini, lo strumento Eris installato al Very Large Telescope dell’Eso, in Cile. I risultati dello studio, guidato da Francesco Maio, dottorando all’Università di Firenze e all’Inaf di Arcetri, sono stati pubblicati oggi su A&A

LO STUDIO IN USCITA SU THE ASTROPHYSICAL JOURNAL LETTERS

Fotografata la compagna di Betelgeuse

C’è la conferma, la supergigante rossa Betelgeuse ha una compagna: una stella di massa pari a una volta e mezzo quella del Sole che le orbita attorno a una distanza di circa quattro unità astronomiche. A firmare il virtuosistico scatto una “kiss cam” d’eccezione: lo speckle imager ‘Alopeke del telescopio da 8,1 metri Gemini North, alle Hawaii

CONTAMINAZIONE LUMINOSA QUANTIFICATA GRAZIE A GAIA

Centinaia di esopianeti con una taglia in più

Secondo uno studio pubblicato su ApJ Letters, oltre 200 esopianeti osservati dalla missione Tess della Nasa sono probabilmente più grandi di quanto stimato, a causa della contaminazione luminosa delle stelle vicine. Questo porta a dover rivedere le dimensioni e la natura di molti pianeti, con implicazioni per la ricerca di mondi abitabili. Con un commento di Gaetano Scandariato dell’Inaf di Catania