BASTANO LE FORZE MAREALI GALATTICHE

Non serve materia oscura per le galassie nane

Un nuovo studio franco-cinese mette in dubbio la necessità di contemplare l’effetto di una materia oscura per spiegare i moti stellari delle piccole galassie con poche stelle che si trovano in prossimità della Via Lattea

IL KILLER È UN BUCO NERO SUPERMASSICCIO

Supernova? No, stellicidio

Il raro fenomeno che porta alla disgregazione delle stelle è noto come evento di distruzione mareale e si verifica quando una stella viene catturata dal buco nero supermassiccio tramite la sua invincibile attrazione gravitazionale. Non c’è scampo: l’oggetto viene fatto a pezzi e addio stella. Lo studio è stato pubblicato oggi su Science. Il commento di Marco Bondi dell’Inaf di Bologna

PRENDENDO LE METEORITI COME RIFERIMENTO

Materiale organico più abbondante su Cerere

Una nuova analisi dei dati ottenuti dallo strumento italiano Vir a bordo della sonda Nasa Dawn suggerisce che la concentrazione dei composti del carbonio trovati sulla superficie del pianeta nano Cerere potrebbe essere tra il 40 e il 50 per cento, sorprendentemente più alta di quanto finora calcolato

MANCANO MENO DI 700 KM

Hayabusa2 si avvicina all’asteroide Ryugu

La risoluzione è ancora molto bassa e la forma dell’oggetto è ancora indistinta, ma ricorda il dango, un tradizionale dolce di riso giapponese. L’Italia si occuperà della caratterizzazione mineralogica della superficie di Ryugu e per l’individuazione dei siti di atterraggio del lander Mascot

LO STUDIO SU ASTROPHYSICAL JOURNAL LETTERS

Fusioni nella Via Lattea: le rivelano i dati di Gaia

I dati del satellite Gaia dell’Agenzia spaziale europea – protagonista proprio oggi, a Roma, di uno speciale “Gaia Science Day” – mostrano che il disco della nostra galassia è stato plasmato da un massiccio evento di fusione e da alcune fusioni più piccole

SONO I PRIMI PIANETI SCOPERTI CON ALMA

Tre pianetini per la stella bambina

Usando una tecnica innovativa di ricerca dei pianeti, simile a quella che portò alla scoperta di Nettuno, due team indipendenti di astronomi, usando l’array di antenne di Alma, hanno identificato tre perturbazioni nel disco ricco di gas intorno alla stella neonata Hd 163296. È la prova a oggi più convincente del fatto che ci siano, lì in orbita, pianeti appena formati