SVELATI I MECCANISMI DI ACCELERAZIONE NEL PLASMA

Caos magnetico: così brillano i buchi neri

Una simulazione condotta da due ricercatori italiani della Columbia University ha mostrato come la radiazione ad alta energia che produce un bagliore osservabile nei pressi di stelle di neutroni e buchi neri sarebbe generata da elettroni che vengono spinti quasi alla velocità della luce dall’interazione tra turbolenze del gas caldo e fenomeni di riconnessione magnetica

SAMANTHA CRISTOFORETTI TORNERÀ IN ORBITA

Ministeriale Esa, segno più per l’Italia e la scienza

Il Consiglio dell’Agenzia spaziale europea a livello ministeriale, Space19+, si è chiuso ieri a Siviglia con l’approvazione del piano per il futuro dell’Esa e dell’intero settore spaziale europeo. La quota di contributo italiano sale al 16 per cento, e registra un aumento anche il budget destinato alla scienza

CONCORSO FOTOGRAFICO A TEMA SCIENTIFICO

Wiki Science Competition: una foto per la scienza

C’è tempo fino al 15 dicembre per partecipare alla Wiki Science Competition 2019, un concorso internazionale per le immagini scientifiche – anche grafici e video – organizzato ogni due anni da Wikimedia. Abbiamo chiesto ad Alessandro Marchetti, membro della giuria, alcuni consigli per aumentare le probabilità di avere successo

ZOOM SULLA COMETA INTERSTELLARE

Ecco la grande coda di 2I/Borisov

Utilizzando il grande telescopio Keck alle Hawaii, quattro astronomi dell’università statunitense di Yale hanno ottenuto l’immagine più ravvicinata finora della cometa 2I/Borisov, preziosa reliquia di un sistema stellare alieno

DISPIEGAMENTO RIUSCITO SOLO A METÀ

Queqiao estrae le antenne all’ombra della Luna

Utilizzato da circa un anno come ponte radio per il lander cinese Chang’e-4, il satellite cino-olandese Ncle ha ora estratto i tre elementi della sua antenna a monopolo per la raccolta di dati scientifici. Sintonizzato sulla riga a 21 cm dell’idrogeno e altri segnali radio a bassa frequenza, servirà a studiare l’epoca precedente alla reionizzazione

INCREDIBILMENTE MASSICCIO PER ESSERE DI TIPO STELLARE

Quel buco nero non dovrebbe esistere

Si trova a 15mila anni luce da noi e ha una massa mostruosa, per essere un buco nero stellare: circa 70 volte quella del Sole – vale a dire, quattro o cinque volte quella che era ritenuta la massa limite per un buco nero di questo tipo. Si chiama Lb-1, e alla sua scoperta – guidata da Jifeng Liu dell’Accademia cinese delle scienze e pubblicata oggi su Nature – ha preso parte anche Mario Lattanzi dell’Istituto nazionale di astrofisica

VISTA IN DETTAGLIO DAL RADIOTELESCOPIO VLA

La pelliccia magnetica della Galassia Balena

Osservati in dettaglio per la prima volta campi magnetici coerenti, che si estendono al di sopra e al di sotto del disco galattico, nell’alone di una vicina galassia, un po’ più piccola della Via Lattea