LO STUDIO È PUBBLICATO SU THE ASTROPHYSICAL JOURNAL LETTERS

Raggi X da una bocca di scarico del centro galattico

Osservando l’emissione X in prossimità del centro della nostra galassia, è visibile quella che sembra essere una “bocca di scarico” collegata a un camino, dalla quale fuoriesce gas caldo proveniente da una regione in prossimità del buco nero supermassiccio al centro della Via Lattea. Lo “sfiato” si trova a circa 700 anni luce dal centro della galassia e Gabriele Ponti dell’Inaf di Brera, coautore dello studio, lo descrive a Media Inaf

IL TEST DELL’ALGORITMO SU UN DATASET DI IMMAGINI PRESE DA VST

Alla ricerca di anomalie con il transfer learning

In un mondo in cui l’intelligenza artificiale si sta rivelando fondamentale per gestire efficacemente enormi quantità di dati, anche l’astrofisica ne sta traendo beneficio. In particolare, in questa intervista doppia Stefano Cavuoti e Demetra De Cicco descrivono a Media Inaf un nuovo metodo per l’identificazione di epoche problematiche nelle serie temporali astronomiche, utile per studiare le curve di luce

DA WEBB LO SPETTRO PERFETTO DI UN QUASAR REMOTO

Viaggio al termine della pipeline

«Quando ho visto le righe sono rimasta impressionata. Erano tutti a bocca aperta: non s’era mai vista una cosa del genere», dice Federica Loiacono, astrofisica all’Inaf di Bologna e prima autrice di uno studio, pubblicato questa settimana su A&A, sulla massa e le proprietà di un lontanissimo quasar derivate dagli straordinari dati ottenuti grazie a NirSpec, lo spettrografo per il vicino infrarosso di Jwst

DA BINARIE MASSICCE CHE GIOCANO A PING PONG

Tre lampi gamma al rallentatore cosmologico

Studiando 368 Grb osservati da Swift tra il 2005 e il 2023, e concentrandosi in particolare su tre fra i più lontani, dunque più sensibili all’effetto della dilatazione cosmologica del tempo, un team di ricercatori guidato da Carlo Luciano Bianco dell’Icranet è giunto a ipotizzare un’origine comune per lampi gamma lunghi e corti. Il risultato è pubblicato su ApJ

ACCOMAZZO: «POTREBBERO ESSERCI EFFETTI SULLA DEFINIZIONE DELLA MISSIONE»

BepiColombo, abbiamo un problema di propulsione

I propulsori della missione BepiColombo per l’esplorazione di Mercurio non riescono a fornire tutta la spinta richiesta. L’Esa sta lavorando, assieme all’industria, per capire la natura del problema, che sembra abbastanza serio, e cercare di ripristinare la funzionalità in vista delle prossime manovre. Con le spiegazioni di Andrea Accomazzo (Esa) e Gabriele Cremonese (Inaf)

LO STUDIO È PUBBLICATO SU NATURE ASTRONOMY

Speculoos-3 b, un pianeta simile alla Terra

Attorno a una stella nana piccola come Giove e due volte più fredda del Sole orbita un pianeta simile per dimensioni alla terra. Il sistema pianetario che lo ospita, Speculoos-3, a 55 anni luce di distanza da noi, è solo il secondo – dopo Trappist 1 – scoperto attorno a questo tipo di stelle

UN IMMENSO PELUCHE DI IDROGENO ED ELIO

Più grande di Giove, leggero come zucchero filato

Si chiama Wasp-193b, orbita ogni sei giorni attorno a una stella simile al Sole a 1200 anni luce da noi e – quanto a densità – è il secondo pianeta più leggero a oggi conosciuto: appena 59 milligrammi per centimetro cubo. Leggero al punto che gli astronomi non sono in grado di spiegarne il processo di formazione. Lo studio che riporta la scoperta è stato pubblicato oggi su Nature Astronomy