COME INGRASSANO QUELLI SUPERMASSICCI?

Onde gravitazionali per pesare i buchi neri

Grazie a osservazioni ventennali di pulsar con il radiotelescopio Parkes, una ricerca australiana pubblicata su Science ha utilizzato informazioni sulle onde gravitazionali per stabilire che i buchi neri super-massicci non possono acquisire tale massa solo inglobandosi a vicenda.

A PIU’ DI 9 MILIARDI DI ANNI LUCE DA NOI

La lente cosmica ai confini dell’universo

È una galassia lontanissima la più distante lente cosmica mai individuata finora. La sua massa ha permesso di deflettere e amplificare la luce di un’altra galassia posta esattamente dietro di essa. A compiere la scoperta un team internazionale di astronomi guidati da Arjen van der Wel e a cui ha partecipato Andrea Grazian, ricercatore dell’INAF-Osservatorio Astronomico di Roma. Determinanti nella individuazione della galassia sono stati i dati raccolti dal telescopio binoculare LBT e da quello spaziale Hubble.

L’EFFETTO SULLE SUPERNOVAE

Una magnetar rende più brillante

È quanto ipotizza uno studio pubblicato dalla rivista Nature e condotto da un team internazionale guidato da Matt Nicholl della Queen’s University di Belfast e del quale fanno parte ricercatori dell’INAF degli Osservatori di Padova e di Capodimonte. I dati raccolti suggeriscono che sia la presenza di una stella di neutroni in rapida rotazione e con un forte campo magnetico a rendere centinaia di volte più brillanti delle normali le cosiddette supernovae superluminose.

DUE STUDI SUI GETTI AL CENTRO DELLE GALASSIE

Buchi neri giganti sotto la lente di ALMA

Utilizzando l’Atacama Large Millimeter/submillimeter Array due gruppi di ricercatori hanno osservato in dettaglio i getti provenienti dagli enormi buchi neri al centro di alcune galassie, analizzando come influenzano l’ambiente circostante. Si tratta di NGC 1433 e di un oggetto molto distante e attivo chiamato PKS 1830-211. Tra gli autori di uno studio anche Viviana Casasola dell’IRA-INAF e del Centro ALMA Regionale Italiano (ARC).

A CAPODIMONTE MEETING SULLE SUPERNOVAE

PESSTO napoletano

La collaborazione internazionale per lo studio delle SNe PESSTO (Public ESO Spectroscopic Survey of Transient Objects) si è riunita presso l’Osservatorio Astronomico di Capodimonte a Napoli. PESSTO è una delle due survey pubbliche dell’ESO in corso. Ha avuto inizio nell’aprile 2012 e durerà fino al 2017

RECUPERATO IN RUSSIA. È QUELLO DI FEBBRAIO?

Pescato un meteorite da mezza tonnellata

Estratta oggi, 16 ottobre, dalle acque del lago Chebarkul, nei pressi di Cheliabinsk, una roccia – apparentemente di provenienza spaziale – di notevoli dimensioni. Se si tratta d’un frammento di meteorite, è uno fra i più grandi mai recuperati.

COSA SURRISCALDA L’ATMOSFERA SOLARE?

Una strana onda infiamma la corona

Grazie ad osservazioni con il satellite giapponese Hinode, due ricercatori della Columbia University hanno determinato che le onde magnetiche nei buchi coronali potrebbero essere responsabili del surriscaldamento della corona, uno dei più annosi problemi della fisica solare.