La lente cosmica ai confini dell’universo
È una galassia lontanissima la più distante lente cosmica mai individuata finora. La sua massa ha permesso di deflettere e amplificare la luce di un’altra galassia posta esattamente dietro di essa. A compiere la scoperta un team internazionale di astronomi guidati da Arjen van der Wel e a cui ha partecipato Andrea Grazian, ricercatore dell’INAF-Osservatorio Astronomico di Roma. Determinanti nella individuazione della galassia sono stati i dati raccolti dal telescopio binoculare LBT e da quello spaziale Hubble.
Una magnetar rende più brillante
È quanto ipotizza uno studio pubblicato dalla rivista Nature e condotto da un team internazionale guidato da Matt Nicholl della Queen’s University di Belfast e del quale fanno parte ricercatori dell’INAF degli Osservatori di Padova e di Capodimonte. I dati raccolti suggeriscono che sia la presenza di una stella di neutroni in rapida rotazione e con un forte campo magnetico a rendere centinaia di volte più brillanti delle normali le cosiddette supernovae superluminose.
Buchi neri giganti sotto la lente di ALMA
Utilizzando l’Atacama Large Millimeter/submillimeter Array due gruppi di ricercatori hanno osservato in dettaglio i getti provenienti dagli enormi buchi neri al centro di alcune galassie, analizzando come influenzano l’ambiente circostante. Si tratta di NGC 1433 e di un oggetto molto distante e attivo chiamato PKS 1830-211. Tra gli autori di uno studio anche Viviana Casasola dell’IRA-INAF e del Centro ALMA Regionale Italiano (ARC).
PESSTO napoletano
La collaborazione internazionale per lo studio delle SNe PESSTO (Public ESO Spectroscopic Survey of Transient Objects) si è riunita presso l’Osservatorio Astronomico di Capodimonte a Napoli. PESSTO è una delle due survey pubbliche dell’ESO in corso. Ha avuto inizio nell’aprile 2012 e durerà fino al 2017






