RIPRESA LA PRODUZIONE DOPO 30 ANNI

La NASA torna al plutonio-238

Il Dipartimento dell’Energia dell’OAK Ridge National Laboratory ha prodotto 50 grammi di plutonio-238. Era 30 anni che non accadeva. Un volta automatizzato il processo si arriverà alla produzione di 1,5kg all’anno. La NASA ha finanziato il progetto con 15 milioni di dollari

ORBITA FINALE DELLA SONDA DAWN

Dawn e Cerere: mai così vicini

La discesa della sonda Dawn della NASA è iniziata a fine ottobre scorso ed è terminata pochi giorni fa. Attualmente la sonda si trova in orbita attorno a Cerere a una distanza di 380 km dalla superficie e manterrà questa quota fino a fine missione, garantendo la raccolta di dati all’eccezionale risoluzione di una manciata di metri per pixel

AVVISTATO DAL NASA CHANDRA X-RAY OBSERVATORY

La galassia con la coda

Un gigantesco nastro di gas caldi si agita nel cielo trascinato da una galassia come una coda colorata: l’osservatorio nei raggi X Chandra ritrae in un’immagine mozzafiato l’ammasso di galassie CGCG254-021 mentre attraversa una densa nube di gas. Il risultato? Una coda di gas estesa per una distanza superiore al doppio del diametro della nostra Galassia

NUOVO TIPO DI ROCCIA PER IL “CONIGLIO DI GIADA”

Luna made in China

Quarant’anni dopo le missioni lunari USA e URSS, il rover cinese Yutu ha individuato nel Mare Imbrium una roccia basaltica dalla composizione inedita, diversa da quella dei campioni raccolti e analizzati negli anni Settanta nel corso dei programmi Apollo e Luna. I risultati su Nature Communications

LE OSSERVAZIONI DEL VLA

Caos magnetico attorno alla protostella

Le riprese super dettagliate del radiotelescopio Very Large Array hanno permesso di osservare un turbine di materia e campi magnetici che si aggrovigliano attorno alla stella in formazione IRAS 4A

IL FLYBY DI CASSINI

L’ultimo saluto a Encelado

Ecco le prime immagini dell’ultimo flyby ravvicinato effettuato su Encelado, uno dei 62 satelliti naturale confermati attorno a Saturno. La sonda ha sorvolato la luna ad una distanza di 4.999 km sabato 19 dicembre. La missione terminerà nel 2017

DA UNA SIMULAZIONE GIAPPONESE

Una spiegazione per i breakup aurorali

Fischia il vento solare, schiocca il campo magnetico e urla la sottotempesta aurorale: secondo uno studio giapponese, i bagliori improvvisi (breakup) che accendono le tenui aurore boreali sono dovuti a un vortice di particelle cariche messe in agitazione dagli spasmi del campo magnetico terrestre