SU THE ASTROPHYSICAL JOURNAL

Come ti smaschero le stelle “false magre”

Un team tutto italiano di astronomi propone un metodo per misurare la massa delle stelle, una sorta di “bilancia cosmica” grazie alla quale è possibile identificare, in mezzo ad una moltitudine di astri di piccola massa, oggetti più pesanti che sarebbero altrimenti indistinguibili

CON LA TECNICA DELLA SISMOLOGIA GALATTICA

Cercando galassie nane

Pubblicato su ApJ Letters un nuovo metodo per individuare le galassie nane dominate dalla materia oscura. Questa tecnica, presentata al 227esimo meeting dell’AAS, permette inoltre di utilizzare le onde del disco galattico per mappare la struttura interna e la massa delle galassie. Con il commento di Rodolfo Angeloni

OGGI L’INVIO DEL COMANDO ALLA FLYWHEEL

Manovra disperata per rianimare Philae

Al DLR, il centro aerospaziale tedesco, si apprestano a giocarsi quella che potrebbe essere l’ultima chance di ristabilire un contatto con il lander della missione ESA Rosetta. Un comando d’attivazione della ruota di reazione, per tentare di fargli scrollare di dosso la polvere depositata sui pannelli solari

INGANNEVOLI SONO LE GALASSIE LINERS

Nane bianche in abito nero

Si travestono da buchi neri supermassicci. Alla scoperta, presentata oggi da Francesco Belfiore all’AAS227, in Florida, hanno preso parte tre astrofisici italiani tutti quanti all’estero: oltre allo stesso Belfiore, Claudia Maraston e Roberto Maiolino, che Media INAF ha intervistato

IMMORTALATO PRIMA E DOPO LO SPEGNIMENTO

Lo strano caso del quasar mancante

Grazie alla lunga durata della Sloan Digital Sky Survey è stato possibile osservare un quasar a distanza di dodici anni. Il risultato è stato sorprendente: il quasar ha diminuito di 50 volte l’intensità della sua emissione in questo breve lasso di tempo. Il commento di Andrea Merloni del Max-Planck Insitute for Extraterrestrial Physics

I DATI DI HUBBLE, CHANDRA E SPITZER

Quanto “pesa” un ammasso di galassie?

IDCS 1426 si trova a 10 miliardi di anni luce dalla Terra: è così lontano da noi che la luce rilevata dai telescopi risale a quando l’Universo aveva circa un quarto della sua età attuale. Pensate che la sua massa è pari a quella di 500 trilioni di stelle simili al nostro Sole. E se questo non bastasse a renderlo speciale, IDCS 1426 è anche l’ammasso di galassie più massiccio rilevato ad un’età così precoce. Il commento di Stefano Andreon (INAF – Osservatorio Astronomico di Brera)