CON GETTI A OLTRE 200 MILIONI DI KM ALL’ORA

Sbalzi record attorno al buco nero

Registrate nell’arco di poche ore variazioni paragonabili a quelle che si osservano nei quasar nel corso di mesi. Lo studio, condotto con i telescopi spaziali Nustar e Xmm-Newton, è pubblicato oggi su Nature. Ce ne parla una delle autrici, Barbara De Marco, del Nicolaus Copernicus Center di Varsavia

LO STUDIO DEI FISICI DI ROMA TRE

Acqua liquida, fredda e superfredda

Un gruppo di fisici dell’Università Roma Tre ha sviluppato una simulazione a computer per far luce su una proprietà termodinamica dell’acqua che può influenzare molti dei processi biologici e chimici osservabili in natura

IL CIELO DI MARZO

M101, una galassia da copertina

La splendida galassia a spirale M101 è solo uno degli oggetti del cielo serale di questo mese che ci apre finalmente le porte della primavera. I consigli per individuarla, insieme ai pianeti e ai principali fenomeni celesti visibili a marzo

MOLECOLE DI HDO ATTORNO A C/2014 Q2

Acqua dal sapore pesante sulla cometa Lovejoy

Acqua mutevole, ma è tutta colpa del Sole. Il passaggio di Lovejoy al perielio (punto più vicino al Sole) può aver prodotto dei drastici cambiamenti nelle molecole di acqua. Lo studio della Nasa

L’IMMAGINE DEL VERY LARGE TELESCOPE

Pennellata di stelle per la galassia Ngc 1055

Questa variopinta striscia di stelle, gas e polvere è in realtà una galassia a spirale. Catturata dal Vlt dell’Eso, è circa il 15 per cento più grande della Via Lattea, e mostra regioni di particolare torsione e disordine nel disco, probabilmente dovute all’interazione con la vicina M77

FORMAZIONE PLANETARIA, NUOVA IPOTESI

Trappole di polvere nello spazio

Aree discrete che favoriscono l’aggregazione di particelle volatili e il conseguente processo di formazione planetaria: sarebbero più comuni di quanto precedentemente ipotizzato. Lo studio sulle cosiddette “trappole di polvere” su MNRAS

PASTI PIÙ FREQUENTI DURANTE LE COLLISIONI

Galassie “all you can eat” per buchi neri voraci

Grande è la confusione durante il merging di galassie, quindi la situazione è ottima per i buchi neri supermassicci. Lo ha scoperto un team di astronomi inglesi, giungendo a concludere che gli eventi di “tidal disruption” sono un centinaio di volte più frequenti di quanto stimato. I risultati su Nature Astronomy