FONDAMENTALI I SUOI CONTRIBUTI NEL CAMPO DELL’EVOLUZIONE STELLARE

In ricordo di Amedeo Tornambè

Brillante astrofisico, internazionalmente noto, esperto della struttura ed evoluzione delle stelle di massa intermedia e delle nane bianche in sistemi binari stretti, direttore dal 1996 al 2004 dell’Osservatorio astronomico di Collurania (Teramo), il professor Amedeo Tornambè ci ha lasciati ieri all’età di 76 anni. Lo ricorda oggi su Media Inaf l’amica e collega Francesca Matteucci

     22/05/2026

Ieri, 21 maggio 2026, Amedeo Tornambè ci ha lasciati, aveva 76 anni appena compiuti. Era originario di Cefalù ma era cresciuto a Roma. Io lo conobbi a metà degli anni ’70 all’Università di Roma “La Sapienza”. Eravamo tutti e due affascinati dalle lezioni di un giovane astronomo, appena rientrato dagli Usa, Franco Pacini. Io mi laureai con Pacini e lui con Vittorio Castellani. Da allora le nostre carriere sono andate in parallelo. Quando io vinsi una fellowship all’Eso lo invitai per un anno a Garching e lì scrivemmo un paio di articoli che sono ancora molto citati. In uno di essi mostrammo come i venti galattici prodotti dalle supernovae potessero spiegare l’evoluzione chimica delle galassie ellittiche e le relazioni osservate tra abbondanze chimiche e massa galattica; nell’altro studiammo il ruolo dei sistemi binari di nane bianche come possibili progenitori delle supernovae di tipo Ia, un problema che resta ancora oggi al centro del dibattito astrofisico, tra i due scenari concorrenti “single degenerate” vs. “double degenerate”. Era un piacere lavorare con lui, perché aveva un grande intuito fisico e un grande entusiasmo per l’astrofisica. Entusiasmo che ha mantenuto per tutta la sua vita. Amedeo, dopo la laurea, vinse un concorso da astronomo presso l’Osservatorio astronomico di Catania, poi tornò a Roma e divenne prima astronomo associato e poi astronomo ordinario e fu in seguito direttore dell’Osservatorio astronomico di Collurania (Teramo) dal 1996 al 2004.

Amedeo Tornambè (1950 – 2026). Crediti: Luigi Stella

Era un brillante astrofisico, internazionalmente noto, pieno di idee nuove, che ha dato importanti contributi nel campo dell’evoluzione stellare, delle supernovae e dell’evoluzione chimica delle galassie. Era particolarmente esperto della struttura ed evoluzione delle stelle di massa intermedia e delle nane bianche in sistemi binari stretti, temi sui quali ha pubblicato lavori che sono diventati punti di riferimento internazionali. Nel corso della sua attività collaborò con alcuni dei maggiori protagonisti dell’astrofisica teorica, tra cui Icko Iben e Ken’ichi Nomoto. Negli anni successivi continuò a sviluppare modelli sempre più sofisticati per comprendere i progenitori delle supernovae di tipo Ia.

L’ho sempre considerato un vero amico per la sua generosità e lealtà, e credo che tutti quelli che lo hanno conosciuto lo possano confermare. Amedeo, oltre a un’intelligenza raffinata, possedeva un grande cuore. Mio marito, John Danziger, scomparso l’anno scorso, aveva una grande stima e simpatia per Amedeo, e aveva molto apprezzato che avesse organizzato la conferenza per il suo pensionamento nell’amata città di Cefalù. Infatti, Amedeo è stato l’ideatore e il sostenitore delle belle conferenze di astronomia che sono state organizzate e si organizzano tuttora a Cefalù. Orgoglioso della sua sicilianità, Amedeo rappresentava tutte le più belle doti dei siciliani. Ci mancherai, caro amico sincero, e soprattutto a coloro come me che ti hanno conosciuto fin da quando eri ragazzo.