SCRUTANDO L’AMMASSO DELLA VERGINE DA CERRO TOLOLO

Sotto la tesa del Sombrero

Grazie alla straordinaria sensibilità della Dark Energy Camera, una nuova immagine della Galassia Sombrero rivela dettagli mai visti prima: un alone galattico esteso oltre tre volte la larghezza della galassia e una scia di stelle "rubate" a una galassia vicina. Queste scoperte svelano il passato turbolento di Messier 104

     27/04/2026

Si chiama Messier 104, ma è conosciuta come Galassia Sombrero, un oggetto che affascina da sempre scienziati e appassionati di astronomia. Situata a circa 30 milioni di anni luce dalla Terra nella costellazione della Vergine, questa particolare galassia è tornata a stupire grazie alla nuova immagine catturata dalla Dark Energy Camera (Decam), montata sul telescopio Victor M. Blanco presso l’Osservatorio di Cerro Tololo, in Cile.

Ciò che colpisce di più, oltre alla forma che ricorda il tipico copricapo messicano, è il suo intricato sistema di ammassi stellari globulari, che contribuisce a renderla uno degli oggetti più imponenti dell’Ammasso della Vergine. Nonostante la sua grandezza, appare relativamente fioca nel cielo notturno – appena sotto la soglia di visibilità ad occhio nudo – ma è facilmente osservabile con un piccolo telescopio o un binocolo.

L’immagine catturata dalla Decam, grazie ai suoi 570 megapixel, rivela dettagli senza precedenti: un nucleo estremamente brillante circondato da uno sciame di circa duemila ammassi stellari globulari. Una sottile banda scura di polvere fredda e idrogeno gassoso traccia il perimetro del disco, dove avviene la maggior parte della formazione stellare.

Il caratteristico alone esteso e il disco ricco di polvere di Messier 104, la Galassia Sombrero, sono catturati in questa immagine dalla Dark Energy Camera (Decam), realizzata dal Dipartimento dell’energia degli Stati Uniti e montata sul telescopio Víctor M. Blanco da 4 metri della National Science Foundation (Nsf), presso l’Osservatorio interamericano di Cerro Tololo (Ctio) in Cile, un programma del NoirLab della Nsf. Crediti: Ctio/NoirLab/Doe/Nsf/Aura. Elaborazione immagini: T.A. Rector (University of Alaska Anchorage/Nsf NoirLab), D. de Martin & M. Zamani (Nsf NoirLab)

Ma la vera novità risiede in ciò che solitamente sfugge allo sguardo: un alone luminoso, finora mai immortalato con tale livello di dettaglio, che sembra estendersi per oltre tre volte la larghezza della galassia stessa. La straordinaria sensibilità della camera ha permesso inoltre di osservare una vasta corrente stellare (stellar stream) che si allunga dal lato sud della galassia. Sia l’alone che la corrente stellare sono popolati da stelle strappate alle loro galassie d’origine, suggerendo una passata fusione galattica tra Messier 104 e una galassia satellite più piccola.

La storia della sua scoperta è avvincente quanto la sua immagine. Individuata nel 1781 da Pierre Méchain, non fu inclusa nella prima edizione del celebre Catalogo Messier, nonostante lo stesso Charles Messier l’avesse annotata a mano nella sua copia personale. Fu necessario l’intervento di William Herschel (che la scoprì indipendentemente nel 1784) e la conferma definitiva di Camille Flammarion nel 1921 perché venisse ufficialmente riconosciuta come Messier 104.

Le sue affascinanti caratteristiche visive, unite alla sua accessibilità con strumentazioni amatoriali, rendono Messier 104 una meta privilegiata per gli osservatori del cielo. Gli astronomi dilettanti amano fotografare la Galassia Sombrero, rendendola un obiettivo primario per progetti di citizen science e iniziative di divulgazione pubblica, ideali per condividere le meraviglie dell’Universo con il grande pubblico.