La cometa di cui abbiamo parlato tanto nell’ultimo anno, 3I/Atlas, il terzo oggetto interstellare mai rilevato, si trova già oltre l’orbita di Giove, diretta verso l’uscita del Sistema solare. Nell’ottobre 2025 si era spinta fino a meno di 1,5 Ua dal Sole (Ua sta per unità astronomica, ed è la distanza media tra la Terra e il Sole). 3I/Atlas ha un diametro superiore al chilometro ed è composta da polveri e ghiacci originari del sistema planetario da cui proviene. Grazie al telescopio spaziale James Webb (Jwst), i ricercatori del Caltech hanno osservato la cometa nel medio infrarosso (lunghezze d’onda della luce circa dieci volte superiori a quelle visibili all’occhio umano) mentre si avvicinava al Sole, con l’obiettivo di comprendere qualcosa sulla composizione chimica dell’ambiente in cui si è formata. I risultati sono pubblicati in un articolo su The Astrophysical Journal Letters.

Mappe che mostrano le emissioni di acqua, anidride carbonica e metano da parte di 3I/Atlas, mentre la cometa interstellare compiva la sua orbita attorno al Sole e attraversava il Sistema solare. Crediti: Matthew Belyakov et al., 2026 ApJL 1001 L11
«È un oggetto molto interessante», dice Matthew Belyakov, dottorando al Caltech e primo autore del nuovo studio. «Ha viaggiato nella galassia per almeno un miliardo di anni. L’elevata velocità con cui è transitato nelle nostre vicinanze ci ha lasciato solo una finestra di osservazione molto limitata».
Durante la formazione del Sistema solare, innumerevoli planetesimi – piccoli aggregati di roccia e ghiaccio – si sono uniti progressivamente per dare origine alla Terra e agli altri pianeti. 3I/Atlas rappresenta un esempio di planetesimo proveniente da un altro sistema planetario e, in quanto tale, presenta rapporti e composizioni di composti chimici differenti rispetto agli oggetti del Sistema solare. Essendo una cometa molto luminosa, è un bersaglio ideale per il Jwst.
Durante il transito nel Sistema solare, la superficie della cometa è stata irradiata dai raggi cosmici e, di conseguenza, i ghiacci superficiali più volatili – come il metano – mostravano un degassamento molto debole mentre si avvicinava alla Terra. Tuttavia, le osservazioni condotte nel mese di dicembre, mentre 3I/Atlas lasciava il Sistema solare, hanno mostrato che la cometa ha iniziato a emettere quantità crescenti di metano man mano che veniva riscaldata dal Sole. Secondo gli autori, questo cambiamento indica che la cometa ha perso il suo antico strato superficiale e ha iniziato a fondere gli strati ghiacciati interni: le osservazioni effettuate dopo il passaggio ravvicinato al Sole, dunque, rivelano la composizione interna di questo oggetto unico, e non soltanto la chimica degli strati superficiali irradiati.
«Il Jwst osserverà ancora una volta 3I/Atlas questa primavera», conclude Belyakov. «Sta già diventando difficile da osservare: ormai si trova oltre l’orbita di Giove».
Per saperne di più:
- Leggi su The Astrophysical Journal Letters l’articolo “The Volatile Inventory of 3I/ATLAS as seen with JWST/MIRI” di Matthew Belyakov, Ian Wong, Bryce T. Bolin, M. Ryleigh Davis, Steven J. Bromley, Carey M. Lisse e Michael E. Brown






