LO STUDIO PUBBLICATO SU NATURE ASTRONOMY

Terra, un pianeta a km zero

Un’analisi isotopica condotta dall’Eth di Zurigo rivela che la Terra si è formata esclusivamente con materiali del Sistema solare interno, smentendo l’idea che l’acqua e altri elementi volatili siano arrivati dalle zone oltre Giove. Lo studio evidenzia il ruolo del gigante gassoso come barriera durante la nascita dei pianeti rocciosi.

     07/04/2026

Un nuovo studio dell’Eth di Zurigo, pubblicato a fine marzo su Nature Astronomy, ribalta le teorie attuali sulla formazione del nostro pianeta: la Terra si sarebbe formata quasi esclusivamente con materiale proveniente dal Sistema solare interno, smentendo l’ipotesi che una percentuale significativa derivasse dalle regioni oltre Giove.

I ricercatori hanno analizzato i dati esistenti in modo nuovo. Invece di limitarsi agli isotopi dell’ossigeno, hanno preso in esame contemporaneamente dieci diversi sistemi isotopici di un’ampia gamma di meteoriti. Confrontando i dati provenienti da Marte e dall’asteroide Vesta con quelli della Terra attraverso un metodo statistico specializzato, sono giunti alla sorprendente conclusione che il nostro pianeta sia nato da un unico serbatoio di materia locale.

Questo è più o meno l’aspetto che potrebbe aver avuto la formazione della Terra nel Sistema solare. L’immagine mostra la nascita di due pianeti (puntini marrone chiaro) in un disco protoplanetario attorno alla giovane stella Wispit 2. Crediti: Eso/C. Lawlor, R. F. van Capelleveen et al./Creative Commons BY 4.0

Gli isotopi nei meteoriti – atomi “fratelli” dello stesso elemento con lo stesso numero di protoni ma diverso numero di neutroni – sono stati a lungo utilizzati per determinare la provenienza dei corpi del Sistema solare. Solo all’inizio degli anni 2010 è stato scoperto che, oltre all’ossigeno, anche altri isotopi come quelli del cromo e del titanio potevano essere utilizzati a questo scopo. Ciò ha permesso di classificare i meteoriti in due categorie: quelli non carboniosi, nati nel Sistema solare interno, e quelli carboniosi, ricchi di acqua e carbonio, originatisi nelle zone esterne.

La nuova analisi rivela che la Terra è composta interamente da materiale non carbonioso: il contributo del Sistema solare esterno sarebbe inferiore al 2 per cento, smentendo le stime precedenti che ipotizzavano una quota fino al 40 per cento. Questo suggerisce che il pianeta sia cresciuto in un sistema relativamente statico, incorporando i pianeti vicini più piccoli durante la sua formazione. Di conseguenza, anche la maggior parte degli elementi volatili, come l’acqua, doveva essere già presente nel sistema solare interno fin dall’inizio.

I dati portano alla conclusione che, durante la formazione del Sistema solare, siano esistiti due serbatoi di materiale distinti a causa della rapida crescita di Giove. Il gigante gassoso ha agito come una barriera, impedendo al materiale esterno di fluire verso le regioni più vicine al Sole. I ricercatori sospettano infine che anche Venere e Mercurio presentino una composizione simile, sebbene non sia ancora possibile verificarlo per l’assenza di campioni di roccia provenienti dai due pianeti interni.

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