L’odierna picture of the week – la foto della settimana – dell’Eso ha per soggetto il cuore della Via Lattea. Scattata con il Very Large Telescope (Vlt) dell’Eso, questo spettacolare scatto rivela le stelle e il gas che circondano un gigante invisibile: il buco nero supermassiccio Sagittarius A*, situato a circa 27mila anni luce da noi. Si tratta di un ambiente estremamente dinamico, con stelle e nubi di gas che sfrecciano intorno al buco nero a velocità impressionanti.
Un team di astronomi del Max Planck Institute for Extraterrestrial Physics, in Germania, ha individuato una nuova nube di gas, denominata G2t, che orbita attorno al buco nero supermassiccio. Due nubi di gas, G1 e G2, erano già note, ma la loro natura e origine erano ancora oggetto di dibattito. In particolare, non era chiaro se queste nubi nascondessero al loro interno una stella o fossero costituite esclusivamente da gas. La scoperta di una terza nube di gas aiuta ora a rispondere a queste domande.
Le osservazioni, condotte da un team del quale fanno parte anche ricercatori dell’Istituto nazionale di astrofisica (Inaf) e riportate in un articolo pubblicato oggi su Astronomy & Astrophysics, sono state effettuate con Eris (Enhanced Resolution Imager and Spectrograph), uno strumento installato sul Vlt dell’Eso che è in grado di acquisire non solo immagini, come quella di questa picture of the week, ma anche spettri. Grazie a questo strumento, realizzato con un importante contributo dei ricercatori e dei tecnologi dell’Inaf d’Abruzzo, Arcetri e Padova, gli astronomi sono stati in grado di misurare le orbite tridimensionali delle nubi attorno al buco nero.
Le nubi si muovono all’interno di una regione molto piccola al centro di questa immagine a campo largo. È stato rivelato che G1, G2 e G2t hanno in realtà orbite quasi identiche, ruotate solo leggermente l’una rispetto all’altra. Ciò esclude la possibilità che ogni nube nasconda una stella al suo interno, poiché le probabilità che stelle diverse abbiano orbite quasi identiche sono minime. La somiglianza delle orbite suggerisce che le tre nubi abbiano probabilmente la stessa origine, molto probabilmente Irs 16 Sw, una coppia di stelle massicce che espellono un’enorme quantità di gas. Mentre Irs 16 Sw si muove attorno al buco nero, ciascuna nube di gas viene espulsa in un’orbita leggermente diversa, il che spiega le piccole differenze nelle traiettorie della “tripletta G”.
Fonte: press release Eso
Per saperne di più:
- Leggi su Astronomy & Astrophysics l’articolo “The gas streamer G1-2-3 in the Galactic Center”, di S. Gillessen, F. Eisenhauer, J. Cuadra, R. Genzel, D. Calderon, S. Joharle, T. Piran, D.C. Ribeiro, C.M.P. Russell, M. Sadun Bordoni, A. Burkert, G. Bourdarot, A. Drescher, F. Mang, T. Ott, G. Agapito, A. Agudo Berbel, A. Baruffolo, M. Bonaglia, M. Black, R. Briguglio, Y. Cao, L. Carbonaro, G. Cresci, Y. Dallilar, R. Davies, M. Deysenroth, I. Di Antonio, A. Di Cianno, G. Di Rico, D. Doelman, M. Dolci, S. Esposito, D. Fantinel, D. Ferruzzi, H. Feuchtgruber, N. M. Förster Schreiber, A. M. Glauser, P. Grani, M. Hartl, D. Henry, H. Huber, C. Keller, M. Kenworthy, K. Kravchenko, J. Lightfoot, D. Lunney, D. Lutz, M. Macintosh, F. Mannucci, D. Pearson, A. Puglisi, S. Rabien, C. Rau, A. Riccardi, B. Salasnich, T. Shimizu, F. Snik, E. Sturm, L. J. Tacconi, W. Taylor, A. Valentini, C. Waring e M. Xompero







