DAL 9 GENNAIO AL 10 FEBBRAIO A ROMA

Nella Città del Sole, delle Api e delle Stelle

Parte a gennaio un ciclo mensile di incontri e visite ispirato alla mostra “La città del Sole. Arte barocca e pensiero scientifico nella Roma di Urbano VIII”, in corso fino all’11 febbraio a Palazzo Barberini. Organizzata da Inaf, Museo Galileo e Università La Sapienza la serie di eventi invita i cittadini a vivere l’esperienza della mostra e a seguire le tracce delle “Api Urbane”, dal Collegio Romano all’Osservatorio astronomico di Monte Mario e Monte Porzio

     05/01/2024

Locandina della mostra

Il 2023 è stato un anno di ricorrenze straordinarie: 550 anni dalla nascita di Copernico, 400 dalla pubblicazione del Saggiatore di Galileo, ma anche dall’inizio del pontificato di Urbano VIII e dalla pubblicazione in latino del celebre testo utopico di Tommaso Campanella La Città del Sole.

Un fil rouge nemmeno troppo nascosto congiunge queste celebrazioni e viene sapientemente intrecciato nella mostra in corso fino all’11 febbraio a Roma, a Palazzo Barberini, curata del Museo Galileo,  “La Città del Sole: arte barocca e pensiero scientifico nella Roma di Urbano VII”. La Rivoluzione scientifica irrompe infatti sulla scena della Città eterna proprio negli anni del pontificato di Urbano VIII, al secolo Maffeo Barberini, monarca assoluto che – nel suo sogno teocratico e allegoricamente eliocentrico riecheggiato da Campanella – convoca a corte i migliori intellettuali del suo tempo: le cosiddette “Api Urbane”, come da definizione dell’umanista Leone Allacci. Queste Api scienziate, architette ed euclidee edificano e adornano una Roma più moderna, segnata dall’inquietudine e dal vento del cambiamento, una Roma in cui gnomonica, naturalismo e astronomia convivono elegantemente con i fasti dell’arte e della religione.

L’Istituto nazionale di astrofisica (Inaf) celebra insieme al Museo Galileo e all’Università La Sapienza la felice nascita del Barocco artistico e scientifico, alla scoperta dei luoghi di questa “città del sole” più intrisi di allusioni astrali e meraviglie matematiche, e lo fa contribuendo alla mostra con alcuni incredibili pezzi del proprio patrimonio artistico e con una serie di incontri e visite guidate che nel corso del prossimo mese toccheranno edifici e oggetti frequentati dagli intellettuali di Urbano.  Tra i pezzi messi a disposizione dall’Inaf per la mostra, c’è un cannocchiale in cartone d’autore ignoto ricavato da una mappa dell’Urbe nella quale è possibile vedere la Basilica di San Pietro, ancora senza la famosa cupola, e copia di quattro preziose tavole gnomoniche in ardesia, a tracciare un ritratto della Capitale all’epoca di Galileo e Athanasius Kircher.

L’iniziativa “Nella Città del Sole: Luoghi e Storie della Scienza Romana al Tempo di Urbano VIII” invita i cittadini a vivere l’esperienza della mostra e a seguire le tracce delle Api Urbane dal Collegio Romano a Palazzo Barberini, dal Convento di Trinità dei Monti ai Giardini del Quirinale, dalla Galleria Spada alle collezioni del Museo astronomico e copernicano di Monte Mario dell’Inaf, con una escursione fuori città all’Osservatorio Inaf di Monte Porzio Catone, dove sono conservate – per un felice caso a pochi passi da quella Villa Mondragone che per qualche anno fu residenza estiva dei Barberini – le magnifiche Tavole sciateriche e altri reperti kircheriani.

Cannocchiale in cartone d’autore ignoto ricavato da una mappa dell’Urbe. Crediti: Inaf

Accompagnati  dalla narrazione di alcuni tra i più quotati esperti della commistione tra arte e scienza in età barocca, si potranno esplorare le magie catottriche delle meridiane a riflessione costruite dal Padre Minimo Emmanuel Maignan e le enormi anamorfosi di Jean-François Niceron nel convento di Trinità dei Monti, le attività dei matematici sui tetti del Collegio Romano, i segreti degli astronomi dipinti in due importanti tele della Galleria Spada e il funzionamento e il significato allegorico del grande quadrante solare “Tetracyclo” voluto da Urbano VIII al Quirinale, oltre ai i globi e le incisioni di Matthaus Greuter, raffinato artigiano che collaborò con Galileo e col gesuita Christoph Scheiner, conservati presso il Museo Copernicano.

Storie sorprendenti emergono in luoghi inaspettati e talvolta resi anonimi dalla consuetudine. Negli stessi anni in cui Galileo pubblicava il suo Dialogo e scivolava inesorabilmente verso la fosca vicenda del processo inquisitorio, Tommaso Campanella, sospetto di eresia, frequentava le sale di Palazzo Barberini e operava incantesimi astrali in favore di Urbano, “sole” cittadino astrologicamente minacciato da eclissi e sfavorevoli congiunzioni astrali. Tracce d’eliocentrismo, nascoste agli occhi dei non esperti, sono presenti nella decorazione e nella struttura stessa della “reggia” privata voluta dal Papa; si guarderà con nuovi occhi il Convento che sovrasta Piazza di Spagna, fucina di scienza dove Gaspare Berti e Torricelli innalzarono un tubo pieno d’acqua alto 13 metri lasciandola poi defluire per ottenere il vuoto e azionando magneticamente una campanella al suo interno. Sarà possibile vedere la ricostruzione digitale del progetto della villa Pamphilj ideata da Borromini e Maignan, mai realizzato, un vero e proprio parco giochi scientifico dotato di automi meccanici, giochi di luce e prospettive, bizzarri orologi solari e persino un planetario ante-litteram. Sarà possibile passeggiare tra le collezioni del perduto museo di Kircher, esaminando i modelli degli obelischi romani da lui studiati e fantasiosamente tradotti, rievocando le sue molte meraviglie a metà tra natura e artificio; si svelerà l’indagine meteorologica di Padre Scheiner e del cardinale Francesco Barberini, che studiarono i pareli solari del 1629 e del 1630 sospesi tra analisi fisica e interpretazione profetica, ispirando i lavori di Gassendi e Cartesio.

Tavole sciateriche di Kircher. Crediti: Inaf

Quello che emergerà è un ritratto a tutto tondo della scienza barocca, con la sua dimensione teatrale che rende il mondo al tempo stesso palcoscenico e spettacolo. L’Apiario Urbano fu in grado infatti di costruire un vasto e portentoso favo a celle esagonali su tutta la città, nel quale si intrecciano la sapiente architettura di Bernini e Borromini, il naturalismo pittorico di Cigoli, la raffinata collezione di antichità e naturalia di Cassiano dal Pozzo, le meraviglie gnomoniche, foturgiche e musurgiche di Kircher e Maignan, le eleganti mappe e incisioni di Blaeu, Greuter e Cornelis Meijer.

Il tutto mentre i Lincei stabiliscono il nuovo modello di Accademia erudita e il metodo concepito da Galileo insieme alla sue avvincenti scoperte si diffondono a macchia d’olio, dalle macchie solari ai cannocchiali, dalle carte lunari alle discussioni sulle comete, dalla struttura del cosmo al conflitto tra scienza e teologia.

Non c’è dubbio: vale la pena imbarcarsi in un viaggio di riscoperta della Città del Sole, delle Api e delle Stelle.

Per il calendario delle visite guidate: