ALL’ORIGINE DI 469219 KAMO`OALEWA CI SAREBBE UN RARO PERCORSO ORBITALE

Io, sì, vengo dalla Luna

Un team di ricercatori dell’Università dell’Arizona ha ottenuto nuovi indizi a sostegno dell'ipotesi secondo cui il quasi-satellite della Terra (469219) Kamoʻoalewa provenirebbe dal nostro satellite naturale. I risultati del nuovo studio, pubblicati ieri su Communications Earth & Environment, non escludono infatti la possibilità che l'asteroide near-Earth sia un frammento di roccia lunare che co-orbita insieme a noi attorno al Sole

     24/10/2023

Rappresentazione artistica di Kamoʻoalewa mentre passa in prossimità del sistema Terra-Luna. Crediti: Addy Graham/University of Arizona

Gli astronomi li chiamano quasi-satelliti. Sono asteroidi near-Earth con orbite così simili a quelle d’un pianeta che sembrano orbitargli attorno, ma in realtà ruotano attorno al Sole. Ce li ha Venere, Nettuno, forse Cerere. E ce li ha anche la Terra, che a oggi ne conta sette. (469219) Kamoʻoalewa, un masso dal diametro compreso tra i 40 e i 100 metri, è uno di questi.

Scoperto nel 2016 dal telescopio PanStarrs, alle Hawaii, di recente il quasi-satellite della Terra è balzato agli onori della cronaca per la sua probabile origine lunare: uno studio condotto da un team di astronomi guidato dal Lunar and Planetary Laboratory dell’Università dell’Arizona (ne abbiamo parlato su Media Inaf) aveva infatti scoperto che le sue caratteristiche fisiche sono molto probabilmente simili a quelle delle rocce lunari. Ora una nuova ricerca, condotta questa volta dall’Università dell’Arizona, a Tucson, è giunta a risultati che avallano questa ipotesi. Il nuovo studio è riportato su Communications Earth & Environment, una rivista del gruppo Nature.

Nel corso della sua storia, la Luna è stata bombardata da moltissimi asteroidi, cosa evidente nei numerosi crateri da impatto che segnano la sua superficie. La maggior parte del materiale espulso con questi impatti solitamente ricade sulla Luna, mentre la restante parte raggiunge la Terra sotto forma di meteore. Una piccola quota, tuttavia, potrebbe sfuggire alla gravità sia della Luna che della Terra e finire per orbitare attorno al Sole, come altri asteroidi near-Earth.

Nello studio in questione, l’obiettivo dei ricercatori era determinare la probabilità che un pezzo di roccia staccatosi dalla Luna in seguito all’impatto di un meteoroide possa posizionarsi nell’orbita tipica di un quasi-satellite. Per farlo hanno effettuato simulazioni dell’evoluzione dinamica di frammenti di roccia lanciati da diverse posizioni della superficie lunare a velocità di espulsione differenti.

Tenendo in debita considerazione le forze gravitazionali di tutti i pianeti del Sistema solare, il team ha scoperto che c’è una probabilità di circa il 7 per cento che alcuni frammenti lunari possano effettivamente posizionarsi in orbite tipiche dei quasi-satelliti, al di fuori della nostra sfera di Hill, la regione dove l’influenza gravitazionale terrestre prevale su quella solare. Detto in altri termini, i risultati suggeriscono che sì, (469219) Kamoʻoalewa potrebbe essere un pezzo di roccia lunare che co-orbita insieme a noi attorno al Sole.

«Finora solo gli asteroidi oltre l’orbita di Marte erano considerati una fonte di near-Earth» osserva Renu Malhotra, scienziata planetaria presso l’Università dell’Arizona e co-autrice della pubblicazione. «Ora stiamo stabilendo che la Luna è la più probabile fonte del near-Earth Kamoʻoalewa».

In futuro i ricercatori cercheranno di dedurre l’età esatta dell’asteroide e di identificare le specifiche condizioni che gli hanno consentito di entrate nella sua attuale orbita. Studi più dettagliati per determinare l’origine da uno specifico cratere lunare forniranno inoltre utili spunti sulla meccanica dell’impatto e ci aiuteranno a comprendere meglio gli asteroidi near-Earth, alcuni dei quali sono considerati un potenziale pericolo per la Terra.

«Questo corpo celeste può darci informazioni sulla formazione della Luna e migliorare la nostra conoscenza degli asteroidi near-Earth», dice a questo proposito Aaron Rosengren, ricercatore dell’Università della California – San Diego, tra i firmatari dell’articolo. «Ma per dire con certezza che Kamoʻoalewa è un frammento della Luna abbiamo bisogno di maggiori informazioni». Informazioni che potrebbero arrivare a breve da Tianwen-2, una missione robotica che sarà lanciata nel 2025 dall’Agenzia spaziale cinese (Cnsa), tra i cui obiettivi c’è riportare sulla Terra campioni dell’asteroide.

Per saperne di più:

Guarda il video (in inglese) sul canale YouTube della UC San Diego