LETTO PER VOI

Le sfide di Marte

Marte è un pianeta difficile. Marte è il pianeta che da sempre e più di ogni altro ha alimentato assurde fantasie e stimolato curiosità scientifiche. Ed è forse anche grazie a Marte che nuove tecnologie e tecniche di esplorazione spaziale sono state inventate e perfezionate. Come? Per saperlo, dovreste leggere il libro che recensiamo qui, scritto da Paolo Ferri, un fisico che ha lavorato in prima linea all’Esa per circa quarant’anni

     15/09/2023

Paolo Ferri, “Le sfide di Marte. Storie di esplorazione di un pianeta difficile”, Raffaello Cortina Editore, 2023, 280 pagine, 22 euro

Provate a pensare a quali notizie avete letto o visto in televisione circa le missioni spaziali. Quelle degne di nota, solitamente, si riassumono in poche righe: gli ultimi (o i più importanti) test, il lancio (o l’eventuale rinvio), il primo contatto, la prima luce, l’arrivo a destinazione, gli obiettivi raggiunti o le aspettative disattese. E non manca mai qualche bella immagine. Anche quando leggiamo un approfondimento o guardiamo un documentario, spesso le cose che vengono presentate rientrano in una di queste categorie. Riguardano le fasi cruciali perché, giustamente, sono questi gli aggiornamenti notiziabili o verso cui si nutre il maggior interesse.

Ma cosa c’è dietro tutto questo? Come mai la preparazione di una missione dura anni e vi sono periodi in cui il veicolo non può essere abbandonato nemmeno per un secondo, e vengono istituiti gruppi di lavoro che si alternano giorno e notte? O ancora, come è possibile che un veicolo viaggi nello spazio profondo per moltissimi anni senza mai esaurire le proprie energie? E soprattutto, da cosa nascono i ritardi di anni, o gli errori di valutazione e di esecuzione che portano al fallimento di una missione? Quanto hanno dovuto sbagliare scienziati e ingegneri prima di capire come esplorare lo spazio fuori dall’atmosfera terrestre? Domande, queste, a cui potreste avere risposta solo se aveste l’occasione di parlare direttamente con qualcuno che lavora in un’agenzia spaziale, in prima linea in almeno una di queste missioni.

Qualcuno come Paolo Ferri, che ha lavorato per quasi quarant’anni all’Agenzia spaziale europea ed è stato a capo del dipartimento di operazioni spaziali e responsabile di diverse missioni fra cui le marziane Mars Express ed ExoMars. E che, fortunatamente per voi, su tutto questo ha scritto un libro: Le sfide di Marte. Storie di esplorazione di un pianeta difficile.

Già nel titolo, il primo imprevisto: Marte è un pianeta difficile. Io stessa (che pure ho studiato astrofisica) non avrei mai pensato di usare una simile definizione nel titolo. Eppure, l’autore lo mette in chiaro sin dalle prime righe, “più della metà delle missioni su Marte è fallito”. Più della metà. Non solo Schiaparelli. Non solo i primi tentativi americani o russi. Non solo il lander inglese Beagle 2 lanciato insieme alla missione europea Mars Express.

Questo libro è un lungo dietro le quinte su molte missioni spaziali destinate al Pianeta rosso, alcune riuscite altre un po’ meno riuscite, altre ancora clamorosamente fallite. A tratti sarà come riguardare un film già visto, ma dal punto di vista della regia, guardando come è stato girato, quali difficoltà tecniche, imprevisti e storie di vita hanno determinato la versione che ci è stata raccontata, così come ci è stata raccontata. Per altri versi, invece, sarà un susseguirsi di eventi inediti. Nulla di segreto, per carità, ma una bella (e forse rara) occasione per capire come funziona una missione spaziale anche dal punto di vista fisico, ingegneristico e talvolta politico. Le spiegazioni tecniche non mancano, e nonostante il dettaglio raggiunto sono rese davvero accessibili a tutti.

Il libro comincia dal suo protagonista, Marte, un pianeta che da sempre ha suscitato interesse, curiosità e alimentato falsi miti. Prosegue poi in maniera molto didattica, gettando le basi per comprendere tutte le fasi di volo, crociera, messa in orbita o atterraggio di una missione. Un passaggio necessario per entrare nel mondo delle missioni spaziali e acquisire quel minimo di competenze che consente di leggere e comprendere quanto segue, senza sentirsi esclusi.

Questi due capitoli iniziali, infatti, aprono le porte d’ingresso dell’Agenzia spaziale europea, dei suoi uffici e delle sue sale di controllo. Sarà questo il teatro in cui si svolgerà la restante parte del libro. Dal terzo capitolo in poi, in alcuni momenti vi sembrerà proprio di viverci dentro, di respirare l’odore della moquette nei locali dell’istituto (o almeno così li immagino io, ma lascio ad ognuno la fantasia di immaginarli come vuole) o del caffè nelle sale comuni, vi sembrerà di seguire l’autore mentre cammina nel silenzio dei corridoi, dove il ticchettio delle tastiere si interrompe solo in prossimità di luoghi in cui si tengono riunioni, di porte di uffici aperti o laboratori dove si eseguono prove e test, o ancora delle sale di controllo in cui si segue a distanza qualunque cosa si muova nello spazio verso un obiettivo.

Il susseguirsi dei capitoli segue la linea della vita di Ferri, che racconta quanto accade senza tralasciare gli eventi che l’hanno riguardato privatamente, e che talvolta hanno generato conflitti interiori difficili da gestire. Si percepiscono ansie, paure, dispiaceri, ma anche orgoglio e soddisfazione. E arriviamo a oggi, con le missioni attualmente in orbita o a zonzo su Marte, con l’ambizione di riportare sulla Terra campioni prelevati dal pianeta grazie al rover Perseverance, con la missione Mars Sample Return, e il sogno di posarvi anche un piede umano, un giorno. Il tutto per trovare risposta, ancora una volta, a questa innata e insaziabile curiosità verso il nostro vicino Pianeta rosso.