USAVA IL COMPUTER SBAGLIATO

Voyager 1 riesce di nuovo a farsi comprendere

Un sistema critico – l’Aacs – a bordo della sonda, attualmente a 23 miliardi di km dalla Terra, inviava da mesi dati confusi sul suo stato. I responsabili della missione sono ora riusciti a risolvere il problema, dovuto all’errato instradamento della telemetria attraverso un computer malfunzionante, ma stanno ancora cercandone la causa principale

     30/08/2022
Social buttons need cookies

L’antenna ad alto guadagno della sonda Voyager, visibile al centro di questa rappresentazione artistica, è uno fra i componenti che dipendono, per l’orientamento, dal sistema di controllo dell’assetto (Aacs). Crediti: Nasa/Jpl-Caltech

In viaggio verso lo spazio interstellare dal 5 settembre 1977, Voyager 1 si trova attualmente a circa 23 miliardi di km dalla Terra, il che la rende la sonda spaziale più distante, l’avamposto più estremo dell’umanità. Con quasi 45 anni di lavoro sulle spalle è comprensibile che talvolta mostri qualche acciacco. L’ultimo in ordine di tempo risale al maggio scorso, quando il sistema di controllo d’assetto (Aacs) della sonda, al quale spetta il delicatissimo compito di mantenere l’antenna correttamente orientata verso la Terra, ha iniziato a inviare informazioni completamente prive di senso. E questo nonostante tutto continuasse a funzionare in modo regolare, compreso il resto della sonda, che non ha mai smesso di acquisire e inviare i dati scientifici. Insomma, un vero mistero, del quale gli ingegneri della Nasa sono riusciti a venire a capo solo ora.

Il responsabile dell’anomalia si è rivelato essere un instradamento errato della telemetria prodotta dall’Aacs, che all’improvviso ha iniziato a essere inviata verso la Terra tramite un computer di bordo fuori uso da anni. Ed era proprio questo computer malfunzionante a corrompere i dati: una volta che i sospetti si sono concentrati su di esso, è stato infatti sufficiente inviare all’Aacs il comando necessario a ripristinare l’instradamento attraverso un altro computer e subito i dati sono tornati a essere comprensibili.

Rimane da capire come possa essere accaduto che l’Aacs abbia modificato il percorso di trasmissione della telemetria. La spiegazione più plausibile è che glielo abbia “ordinato” un altro computer di bordo, probabilmente con un comando generato in modo erroneo. Se è così, sarà necessario continuare le indagini fino a individuare l’origine del problema, ed è ciò che ha intenzione di fare il team di Voyager 1. Comunque sia, si tratta di un’anomalia che non dovrebbe pregiudicare la salute a lungo termine della sonda, fanno sapere dalla Nasa.

«Siamo felici di riavere la telemetria», dice la project manager di Voyager, Suzanne Dodd. «Effettueremo una lettura completa della memoria dell’Aacs e analizzeremo tutto ciò che sta facendo. Questo dovrebbe aiutarci a diagnosticare il problema che ha causato l’anomalia iniziale nella telemetria. Quindi siamo cautamente ottimisti, ma abbiamo ancora altre indagini da compiere».