PICTURE OF THE WEEK DELL’ESO

Immortalata dal Vst una galassia “mancata”

La foto della settimana dello European Southern Observatory è un’immagine ottenuta dal Cile con il telescopio Vst (realizzato dall’Inaf) della galassia ultra-diffusa Udg 4. L’immagine è stata acquisita nell’ambito di un programma per lo studio di strutture molto deboli negli ammassi di galassie, Vegas, guidato da Enrichetta Iodice dell’Inaf di Napoli

     31/05/2021
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La galassia ultra-diffusa Udg 4 vista dal Vst. Crediti: Eso/Iodice et al.

Se si guarda da vicino il centro debole e sfocato dell’immagine qui a fianco, è possibile vedere una galassia “fantasma” – la Udg 4, dal nome non così inquietante – catturata dal Vlt Survey Telescope (Vst) dell’Eso.

L’acronimo Udg sta per galassia ultra-diffusa: oggetti grandi come la Via Lattea ma con un numero di stelle da cento a mille volte inferiore. Queste galassie sono estremamente deboli e mancano di gas per formare stelle, il che le fa apparire quasi come una soffice nuvola cosmica o una macchia nello spazio. Le loro origini rimangono incerte, ma gli astronomi ipotizzano che potrebbero essere galassie “mancate” che hanno perso l’ di gas all’inizio della loro vita.

Questa immagine di Udg 4 è stata presa come parte di uno studio da un programma molto più ampio, il Vst Early-type Galaxy Survey (Vegas), che mira a indagare strutture molto deboli negli ammassi di galassie: grandi gruppi di molte galassie legate insieme dalla gravità. Lo studio – guidato dalla principal investigator di Vegas, Enrichetta Iodice dell’Istituto nazionale di astrofisica, e pubblicato lo scorso anno su Astronomy & Astrophysics – ha trovato diverse galassie ultra-diffuse nell’ammasso dell’Idra.

Allo studio partecipano diversi astronomi dell’Inaf di Napoli, Teramo e Padova. In foto i giovani ricercatori e studenti napoletani del team Vegas. Da sinistra: Marco Mirabile, Marilena Spavone, Enrichetta Iodice (principal investigator di Vegas), Rossella Ragusa, Antonio La Marca e Giuseppe D’Ago. Crediti: Inaf

«Ulteriori osservazioni sono necessarie per chiarire la loro vera natura», sottolinea Iodice a Media Inaf. «Questo fa parte di un progetto di ampio respiro che ha come obiettivo quello di rilevare un gran numero di Udg in tutte le immagini di Vegas. Per il nuovo campione di Udg, puntiamo a ottenere nuovi dati spettroscopici al fine di studiare le popolazioni stellari e il loro contenuto di materia oscura».

Dato il loro aspetto fragile, le Udg possono essere difficili da individuare. Tuttavia il Vst, dotato della sua fotocamera OmegaCam, fornisce una straordinaria sensibilità alla luce, consentendo agli astronomi di studiare oggetti così sfuggenti.

Fonte: Eso

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